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Sanità, si guardi al domani. Ai pierini, l’amaro al carciofo

di Giuseppe Saluppo

Eccola, finalmente, una piattaforma ambulatoriale al passo con i tempi e, soprattutto, con le esigenze dei cittadini. E’ quella inaugurata all’Istituto Neuromed. Di una sanità che può guardare al futuro. E’ quanto chiedono, invocano, pretendono da tempo i cittadini molisani. Non qualche ‘pierino’ della situazione che va ancora blaterando di sanità privata accreditata e sanità pubblica che finisce, solo, con il cercare di bloccare l’avanzare del futuro. Meno male che c’è chi è riuscito a trasformare il pensiero disancorandosi da un sistema di sanità che ha dimostrato di non funzionare più. Ha cercato di ancorarlo, invece, ad un percorso che guarda al futuro del sistema. Perché, e lo ripeto per l’ennesima volta, al cittadino interessa avere la cura di qualità e di eccellenza alla propria patologia. Non le chiacchiere o, peggio, servizi che non sono garanti della salute. E, poi, la piattaforma ambulatoriale garantisce tempi stretti, celeri per avere diagnosi e referti. E’ questa la sanità o quella dei tempi di attesa, oltre l’accettabile, code per accedere a sportelli dedicati, servizi e personale che costringono a girare da un ufficio all’altro?  Esami che, di norma, sono richiesti in caso di un sospetto o per la patologie importanti e/o a scopo preventivo per diagnosi precoci. Che spesso salverebbero la vita e, allungandosi nel tempo, finiscono con il non essere più utile. Questo, è un contesto sanitario ben lontano dall’etimologia latina ‘salus’ che significa nella più ampia accezione del termine “salvezza, incolumità, integrità”, cui aggiungerei anche attenzione alla persona e al suo bisogno di ‘assistenza protetta’, soprattutto in un presumibile contesto di malattia. Evviva, allora, la piattaforma ambulatoriale capace di dare risposte veloci e in un percorso scientifico determinato. E’ questa la nuova sanità alla quale i cittadini molisani anelano per curarsi, in pace e in qualità, nella propria terra. I ‘pierini’ bevano un amaro al carciofo.

 

Di Giuseppe Saluppo

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