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Sanità, saldo attivo grazie al Neuromed

di Giuseppe Saluppo

“Nel dare e avere dal punto di vista economico il peso della complessità dei ricoveri si nota subito. Un esempio per tutti: il Molise. La Regione ha un saldo negativo di percentuale di saldo di ricoveri, ma dal punto di vista economico è in attivo di oltre 22,6 milioni. Questo perché nella Regione la mobilità attiva e il conseguente saldo economico è legata praticamente tutta solo all’istituto Neuromed di Isernia, un Irccs centro di rilevanza nazionale e di altissima specializzazione per patologie che riguardano la neurochirurgia, neurologia, neuroriabilitazione e tutte le applicazioni relative alle neuroscienze in cui sono utilizzabili la neuroradiologia, l’angiocardioneurologia e la chirurgia Vascolare, che attrae e assiste pazienti da tutta Italia”. Lo scrive il Quotidiano sanità. Nonostante una mobilità passiva che tocca circa il 30%, c’è una mobilità attiva che compensa l’uscita del cittadino molisano dalla propria terra per potersi curare. Dati, che dimostrano, inconfutabilmente, che in sanità non è più il tempo della polemica facile e della strumentale contrapposizione sanità pubblica-sanità privata con il rischio di un gioco competitivo distruttivo per le singole aziende e per il sistema sanitario regionale. Finanche sulla possibilità di ‘importare’ pazienti nei nostri centri di eccellenza si è innestato lo scontro e un sistema di inutili gelosie e lotte di potere. Dimenticando che il fenomeno della mobilità sanitaria nel suo complesso è oggi sicuramente un fenomeno imprescindibile e difficilmente comprimibile per l’attuale architettura del Servizio sanitario. Noi, per fortuna, abbiamo una mobilità sana e fisiologica, che genera vocazioni aziendali specializzate e ne satura le capacità produttive; abbiamo, al contrario, una mobilità cattiva e distorcente, fatta di consumi inappropriati e incontrollati, perché extraterritoriali (come le nascite a Santa Maria Capua Vetere o a Vasto o a San Giovanni Rotondo, per esempi veloci, per non parlare di cataratte o di altri piccoli interventi, o di riabilitazione che viaggia in altre regioni). E, allora, il dibattito politico dovrebbe incentrarsi sulla necessità di garantire, in Molise, la possibilità di curarsi al meglio in strutture regionali capaci di offrire garanzie di efficacia e qualità di assistenza di qualità. E’ il cittadino a dovere essere messo al centro del sistema sanitario regionale perchè dinanzi alla sua malattia bisogna assicurargli in loco un’offerta di assistenza più adeguata per guarire prima e meglio. E senza aggravargli il conto della spesa dovendo recarsi fuori regione e con il trauma, anche, psicologico. E’ il cittadino molisano che lo esige.

Di Giuseppe Saluppo

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