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Sanità, i budget vanno aperti non chiusi

di Giuseppe Saluppo

L’analisi della mobilità è uno degli argomenti ‘caldi’ nelle discussioni politiche e programmatorie della sanità molisana, e non solo. E’ un argomento ‘caldo’ sia perché ai flussi di mobilità sono associate cifre elevate di trasferimenti monetari tra le Regioni (circa 3 miliardi e mezzo di euro) sia perché la mobilità passiva si concentra soprattutto in alcune Regioni e, tra queste, spicca il Molise. La mobilità sanitaria, e in particolare quella ospedaliera che ne rappresenta la quota principale, è un fenomeno complesso che può esser scomposto in alcune componenti. Vi è innanzitutto una mobilità che possiamo chiamare di prossimità per la quale l’utente sceglie il presidio che gli è più comodo anche se territorialmente non corrisponde a quello a lui formalmente assegnato (la sua ASL, la sua Regione, il suo Stato). La comodità non dipende solo dalla distanza chilometrica ma anche dalle strade e dai mezzi di comunicazione tra la residenza e il presidio scelto. Vi è poi una componenti di programmazione per alcune prestazioni di elevata complessità che si sceglie di localizzare in pochi definiti presidi per garantire un numero sufficiente di prestazioni necessario per mantenere livelli elevati di eccellenza prestazionale. Mentre, però, sono sempre di più i pazienti molisani che si portano in altre regioni per curarsi, operarsi o farsi un accertamento alle strutture private di eccellenza molisane vengono tagliati i budget. Un assurdo. Con la conseguenza che il cittadino molisano è costretto a portarsi fuori regione gravando pesantemente sul bilancio sanitario regionale. Possibile, poi, che tutto questo nasca dai tagli a Cattolica, Neuromed, centri oculistici e diagnostici? Che in queste strutture possono accedere cittadini di fuori regione ma non i molisani? E in nome di quale programmazione? Perchè una struttura fa riferimento alla Chiesa, un’altra alla famiglia Patriciello per non dire, ancora, a centri come Laurelli, Potito e altri? Perchè condannare ai viaggi della speranza tanti nostri corregionali in nome di ritorsioni, rancori e invidie verso i cosiddetti privati? Si liberino i budget e si offra ai molisani la possibilità di curarsi nei nostri centri specializzati. Ne guadagnerà la salute della nostra gente e, anche, le casse della disastrata sanità regionale.

Di Giuseppe Saluppo

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