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Saepinum, chi la difende dalle pale eoliche?

Margini ristrettissimi per la Regione Molise per costituirsi entro il 20 gennaio dinanzi al Tar della Campania a difendere i valori storici/ambientali dell’area archeologica di Saepinum e della Valle del Tammaro messi a rischio dalle decine di pale eoliche sul crinale del Matese, autorizzate dalla Regione Campania nonostante la mancata, dovuta richiesta della valutazione dell’incidenza ambientale alla consorella molisana. Con l’acqua alla gola, la giunta Frattura deve decidere se difendere il territorio che amministra o se lasciarlo alla mercé dei Tycoon del vento. S’è ridotta all’ultimo momento, dopo aver tentato di avere il patrocinio dell’Avvocatura dello Stato di Napoli. A doversi pronunciare, infatti, è il Tar della Campania, su iniziativa della Comunità montana Titerno/Alto Tammaro che sulla faccenda eolica ha ingaggiato una lotta titanica coinvolgendo il territorio, le amministrazioni locali, le associazioni dei coltivatori e degli allevatori. Il Molise, in questa battaglia che sta per essere affrontata dai giudici amministrativi della Campania, col consigliere regionale (ex Pd) Michele Petraroia costantemente presente alle riunioni e alle iniziative spese per salvare il Matese e l’area archeologica di Saepinum da ciò che si profila come la più grave e massiccia intrusione degli impianti eolici su siti d’interesse comunitario (Sic), ha potuto seguire passo passo gli sviluppi.
Naturale, quindi, che sia stato Petraroia a dare l’allarme al presidente Frattura, all’assessore Facciolla, all’ingegnere Pillarella (IV dipartimento) e alla dottoressa Simonelli (II dipartimento) del pochissimo tempo che manca per costituirsi in giudizio. A leggere le carte, ovvero la corrispondenza tra le parti, c’è da rimanere allibiti. Alla richiesta di patrocinio, l’Avvocatura di Napoli ha giustificato e comunicato al IV dipartimento e al Servizio delle Politiche energetiche il suo diniego in due comunicazioni ( il 15 novembre 2016 e il 13 gennaio 2017). Per un evidente e ingiustificato “quiproquo”, quelle comunicazioni non hanno raggiunto il giusto destinatario, che sarebbe dovuto essere il II dipartimento della Regione Molise, né però il IV ha provveduto a smistare a chi di dovere le comunicazioni dell’Avvocatura napoletana.
Tanto è vero che la responsabile del II dipartimento (Ufficio contenzioso amministrativo) Mariarosaria Simonelli, il 12 gennaio 2017 ha rinnovato la richiesta di patrocinio e, improvvidamente, s’è concessa anche il lusso di addebitare all’ Avvocatura il mancato riscontro delle precedenti. Una cantonata sesquipedale, visto che l’Avvocatura aveva risposto per ben due volte, da cui ha cercato di salvarsi in calcio d’angolo alludendo alla possibilità, comunque, di formulare al Tar di Napoli la richiesta di un breve rinvio dell’udienza, per provvedere diversamente alla rappresentanza in giudizio dell’Ente. Ancora una volta, dunque, la Regione Molise è protagonista di un episodio a dir poco grottesco quanto condannabile, che rivela l’incomunicabilità tra le strutture che dovrebbero essere veri e propri vasi comunicanti e, in questa occasione, anche la indifferenza ai problemi ambientali. Che però non è affatto una novità. Più che legittimo quindi l’intervento di Petraroia nel rilevare che “stante il motivato diniego dell’Avvocatura distrettuale dello Stato di Napoli, la Regione Molise, a tutela dell’area archeologica di Saepinum – Altilia, del Parco del Matese e della Valle del Tammaro, può costituirsi in giudizio autonomamente entro il termine di scadenza del 20 gennaio” (se vuole – ndr). Con l’aggiunta di questa postilla: “In materie delicatissime come quella dei contenziosi legali su impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, dove sono in gioco potenziali risarcimenti per milioni di euro, anche una scadenza di termine non rispettata, rischia di causare un danno economico grave all’Amministrazione regionale”. Se possibile, aggiungiamo noi, evitando figuracce.

Dardo

Di Dardo

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5 commenti

  1. Solo Vittorio Sgarbi, perché i molisani ed in primis gli abitanti di Sepino se ne disinteressano altamente! Fosse stato in Emilia-Romagna, il sito sarebbe stato preservato da scempi, mancati flussi turistici ed errori vari!

  2. Ma avete visitato qualche volta l’area archeologia di Sepino?? … e ve lo sconsigliooooooo!!!!!!
    bisogna andarci con gli stivali di gomma alti fino al ginocchio per gli escrementi di mucche e animali vari che in stato brado pascolano dentro l’area…. Il Sud è la vergogna dell’Italia e il Molise è la vergogna del Sud 🤗

    • Annamaria Palmieri

      Il Molise è fatto di gente in carne e ossa, Michele, e questa gente non è composta solo dalla classe politica: quest’ultima è solo una sparuta minoranza.

    • Giannantonio Bombelli

      Io invece la consiglio vivamente per il suo intrinseco valore storico e architettonico. Su tutto il resto non basterebbe un trattato.

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