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Ruta: “Giornalisti, salvo il seggio. Ora ridisegniamo l’autonomia”

“Decisioni limitative dell’autonomia regionale e finanche decisive del territorio del Molise costituirebbero una lesione insanabile dell’identità sociale. Così, il taglio del seggio per i giornalisti molisani nel Consiglio nazionale, avrebbe configurato un’applicazione irragionevole del principio costituzionale di uguaglianza, alterando il bilanciamento dei diritti aventi rilevanza costituzionale nei confronti di una comunità penalizzata da sacrifici eccessivi”. Prendendo spunto dalla questione legata alla cancellazione della rappresentanza dei giornalisti molisani nel Consiglio nazionale dell’Ordine, salvata proprio grazie alla correzione del tiro in Senato, Roberto Ruta ha tracciato le motivazioni che hanno spinto il suo intervento a sostegno della giusta rivendicazione regionale. “E ringrazio, anche, per l’apporto il collega senatore Ulisse Di Giacomo. Del resto, qualora non fosse stata riconosciuta al Molise la pari rappresentanza, così come per altre regioni, si sarebbe determinata una sostanziale disapplicazione del principio della generalità della legge che ammetterebbe per alcuni cittadini trattamenti penalizzanti rispetto a tutti gli altri”.  La conferenza stampa è stata, anche, l’occasione per rilanciare il concetto di autonomia regionale. “Dobbiamo rafforzare l’autonomia regionale, caratterizzandola con una più marcata specialità e dotandola degli strumenti normativi ed operativi tali da corrispondere alle attese dei cittadini ed all’esigenza di continuare a promuovere lo sviluppo dell’intera comunità molisana. Per questo, puntiamo, in primo luogo, all’ottimizzazione di tutto il potenziale umano, territoriale, infrastrutturale, tecnico, economico, finanziario e culturale di cui attualmente disponiamo. E non è poca cosa. Sappiamo di non avere dalla nostra parte il conforto dei grandi numeri. Per realtà più consistenti la “qualità” diventa una ragionevole probabilità statistica: nel nostro caso deve diventare un progetto lucidamente elaborato e tenacemente perseguito, dove nulla può essere lasciato al caso o all’improvvisazione. E’ la vera sfida che si impone alle forze politiche e a noi tutti per avere la speranza ancora di un domani”.

Di Giuseppe Saluppo

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