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Per risolvere il passaggio del personale delle Province incardinati nei Centri per l’impiego alle Regioni, urge un emendamento alla manovra finanziaria regionale

Delle personalità politiche, amministrative e istituzionali che hanno motivo per intervenire, e competenza nel merito della legge finanziaria dello Stato e di quella regionale, in fase di allestimento, il consigliere regionale Michele Petraroia non ne ha omessa nessuna. Il consigliere ha ritenuto infatti di chiamare in causa il presidente della giunta regionale Frattura, del consiglio Cotugno, il presidente della Prima commissione Di Nunzio, i direttori dei Dipartimenti Simonelli, Pillarella e Mogavero, i responsabili dell’Agenzia regionale Molise Lavoro Guacci, del Servizio risorse finanziarie Franco, delle Politiche per l’occupazione Iocca, le organizzazioni sindacali, i presidenti delle Province di Campobasso e Isernia Battista e Coia, e i prefetti Guia Federico e Guida, allo scopo d’indurli a mettere in atto il passaggio alle Regioni e/o alle Agenzie regionali del Lavoro del personale delle Province incardinati nei Centri per l’Impiego e, più in generale, le misure sulla gestione del collocamento o delle politiche attive del lavoro, tutto ciò in stretta connessione con la legge finanziaria nazionale approvata in via definitiva il 23 dicembre 2017. In effetti Petraroia, ch’è stato per circa due anni assessore nella giunta Frattura responsabile delle Politiche del Lavoro, sa perfettamente che la Regione sulla faccenda finora è stata latitante, non ha saputo muoversi con decisione né con convinzione, ed ha creato uno stato di provvisorietà, d’incertezza strutturale e confusione amministrativa agli sportelli di collocamento, né ha saputo superare le difficoltà attuative della legge Delrio (56/2014) sul riordino delle competenze delle Province.

Forte della padronanza di questa situazione e delle opportunità che la legge finanziaria nazionale ha dato per risolverla definitivamente, è indispensabile inserire nella manovra finanziaria regionale le disposizioni normative e la copertura dei costi. Sulla stessa materia, annota e comunica ai suoi interlocutori il consigliere di Sinistra Italiana, al fine di assicurare funzionalità ed efficienza ai Centri per l’Impiego di Campobasso, Isernia e Termoli, bisogna garantire la continuità delle attività di informatizzazione del Sistema informativo lavoro Sil – Molise. Ciò perché, in assenza del Sil, e permanendo la situazione di precarietà e confusione amministrativa nella gestione dei Centri per l’Impiego, mancando i presupposti essenziali (strutture, personale, organizzazione, strumentazioni informatiche, programmi e collegamenti con le banche dati e con i portali dell’Anpal, dell’Inps, del ministero del Lavoro, delle Università, delle Istituzioni autonome scolastiche e dei Centri accreditati di Formazione Professionale), sarebbe praticamente impossibile avviare anche il più  timido tentativo di Politiche attive del lavoro. Quindi sia chiaro – dice Petraroia segnatamente a Frattura, a Cotugno e alla dirigenza regionale – solo recependo le disposizioni della legge finanziaria nazionale e prevedendo le coperture finanziarie minime per attivare il Sil Molise, si potrebbe mettere ordine nella gestione del mercato del lavoro regionale agevolando l’incrocio tra domanda e offerta, la presa in carico dei disoccupati, le azioni di riqualificazione professionale e le misure specifiche di ricollocazione occupazionale, reimpiego, e reinserimento lavorativo distinto per fasce specifiche, con sperimentazioni mirate e interventi di inclusione sociale collegati alla nuova normativa nazionale sul Reddito di inclusione.

Dardo

 

Di Giuseppe Saluppo

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