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Rimossi e distrutti gli striscioni contro l’impianto  di compostaggio dei rifiuti a ridosso del Tammaro

Stiamo velocizzando tutte le peggiori espressioni sociali e culturali di un’epoca  che si distingue per superficialità, notizie false, e falsi ideali, derivanti da una concezione della vita fortemente pragmatica, utilitaristica e privatistica, con punte egoistiche rilevanti per cui si vanno sfumando la solidarietà e il concetto stesso di democrazia. Difficile esprimersi, difficile confrontarsi liberamente, difficile interagire, difficile soprattutto sostenere anche i più elementari concetti di libertà in difesa di valori consolidati quali, ad esempio,  quelli ambientali ormai sottoposti ai poteri della speculazione e dello sfruttamento. Questo breve “incipit” per dire e per condannare apertamente un episodio che, come accennavamo, lascia intravedere chiaramente l’introduzione di metodi e atteggiamenti camorristici,  vessatori della libera manifestazione di pensiero. E’ accaduto domenica 13 maggio nei pressi di Boiano, su un cavalcavia della Statale 87, ed ha visto un’azione ostativa e punitiva nei confronti dell’Associazione “Mamme Sannite” che, per richiamare l’attenzione collettiva sull’impianto di compostaggio di 22mila tonnellate di rifiuti all’anno, a Sassinoro, a poche centinaia di metri dal Molise, e il danno ambientale che ne potrà derivare  alla popolazione locale e al territorio circostante (compresa l’area archeologica di Sepino), aveva installato, debitamente autorizzata dalla Digos della Questura di Campobasso, due striscioni a favore delle telecamera al seguito del Giro d’Italia perché tutta l’Italia sapesse di quella bruttura. Nemmeno il tempo di montarli che sul posto è piombata in missione punitiva una pattuglia motociclistica con l’incarico di rimuovere quel messaggio mediatico all’Italia e la sottesa vergogna di un impianto distruttivo del delicato ambiente naturale della Valle del Tammaro e dell’altrettanta fragile economia agropastorale della zona, e l’alterazione ancora più grave e compromettente del sito romanico di Sepino. Missione compiuta. La pattuglia ha rimosso velocemente gli striscioni, distruggendoli, compiendo un atto  di prepotenza di stampo camorristico contro la libera espressione di pensiero,  la libera attività di dissenso allestita dalle mamme sannite, nel rispetto delle regole e delle norme specificatamente previste. L’obiettivo era impedire che l’Italia da Nord a Sud sapesse di quell’impianto di trattamento e compostaggio di rifiuti  a ridosso del Fiume Tammaro, su possibili falde acquifere, in un contesto ambientale e paesaggistico  dal fragile equilibrio, e della vergogna che si trascina dietro con il carico di responsabilità tecniche e amministrative da parte della Regione Campania che quell’impianto ha autorizzato. Contro i poteri forti che si avvalgono della prepotenza, della corruzione, della manipolazione delle coscienze e delle volontà altrui pur di raggiungere il loro scopo, le armi della legalità sono ormai armi spuntate. Interessante sarebbe arrivare a conoscere il mandante o i mandanti di quell’azione di stampo camorristico e gli esecutori. Proveranno a scoprilo gli uomini della Questura di Campobasso cui la responsabile dell’Associazione “Mamme Sannite, Marilena Pisano, si è rivolta per sporgere formale denuncia dell’accaduto. Al momento, l’Associazione ha potuto raccogliere unicamente la solidarietà di tutte le Organizzazioni, le Istituzioni democratiche ed i Comitati Popolari in lotta per la difesa della Valle del Tammaro e del Parco del Matese.  E non è poco.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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