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Rieccolo Gianluca Iarocci sull’Annuario dei Dati Ambientali 2017 dell’ISPRA. Un altro importante riconoscimento per il ricercatore molisano

 

Ricercatore scientifico dell’ISPRA, Gianluca Iarocci, statistico ed epidemiologo campobassano, torna alla ribalta con la pubblicazione di un suo interessantissimo lavoro riguardante il trasporto su strada in Italia che ha realizzato insieme ad altri ricercatori dell’ISPRA.

Iarocci tentò la via della ricerca quindici anni fa, ora è  tra i più noti scienziati molisani e le sue numerose pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali, che abbracciano praticamente tutti i campi della statistica e dell’epidemiologia, con una vasta eco in campo giornalistico ne testimoniano le indiscusse capacità scientifiche. Il volume Annuario dei Dati Ambientali 2017 che riporta un contributo di Iarocci nella sezione trasporti è stato recentemente presentato a Roma presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati alla presenza di numerose autorità.

Il trasporto su strada di merci e persone contribuisce in maniera rilevante all’inquinamento atmosferico, le emissioni in aria dovute al trasporto su strada sono tra le principali sorgenti delle emissioni di inquinanti atmosferici come gli ossidi di azoto, il monossido di carbonio, i composti organici volatili non metanici, il particolato atmosferico e i gas serra. In particolare le emissioni dal settore dei trasporti hanno una notevole importanza nella determinazione della qualità dell’aria nelle aree urbane. Il settore produce inoltre una serie di impatti diretti ed indiretti sull’ambiente come il consumo di risorse energetiche da fonti non rinnovabili, l’inquinamento atmosferico, i cambiamenti climatici, l’inquinamento acustico, l’inquinamento idrico e dei suoli, il consumo del territorio, la perdita degli habitat, il danneggiamento del patrimonio storico e artistico e i danni all’equilibrio idro-geologico e al paesaggio.

L’impatto sull’ambiente e sulla salute del cambiamento climatico e dell’inquinamento atmosferico sono stati negli ultimi anni al centro dell’attenzione dei ricercatori, dei cittadini e dei governi della Unione Europea. L’inquinante atmosferico è responsabile di numerosissime morti premature,  di ricoveri per patologie acute (soprattutto negli esposti più suscettibili come bambini e anziani), di alterazioni della fertilità, della gravidanza e del periodo perinatale e di numerose patologie croniche (soprattutto cardio-respiratorie, metaboliche e neurologiche). Recenti studi mostrano un associazione tra alti livelli di biossido di azoto (NO2) in città e diabete e tra alti livelli di benzene e leucemie pediatriche, tra alte concentrazioni di PM, O3 e NO2 e sintomi depressivi tra gli anziani, l’inquinamento atmosferico all’aperto è responsabile all’incirca dell’1,4% del totale della mortalità (0.8 milioni di morti). Tuttavia in generale la maggior parte delle emissioni in atmosfera nelle differenti città è in  diminuzione; ciò è dovuto al miglioramento della combustione, che per molti inquinanti è la  principale fonte di emissione, sia negli impianti fissi che nei motori degli autoveicoli, all’uso di  combustibili più puliti, all’adozione di materiali e processi meno inquinanti, alla presenza di sistemi  di abbattimento degli inquinanti come le marmitte catalitiche nei veicoli a motore o i filtri per l’abbattimento del particolato negli inceneritori.

Nel 2015 in Italia le emissioni di gas serra del settore trasporti sono superiori del 3,2% rispetto al 1990 e i dati provvisori del 2016 mostrano un aumento del 3,4% rispetto al 1990.

In Molise il parco veicolare è caratterizzato da veicoli industriali pesanti, veicoli industriali leggeri, trattori stradali, motocicli e autobus vecchi mentre sono nuove le automobili.

Di Giuseppe Saluppo

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