Home / Territorio / Riceviamo e pubblichiamo: “Cacciare in queste condizione significa sparare sulla croce rossa”

Riceviamo e pubblichiamo: “Cacciare in queste condizione significa sparare sulla croce rossa”

Lettera aperta ai cacciatori con la “C” maiuscola e per conoscenza alle associazioni venatorie, alle associazioni ambientaliste, ai presidenti degli AA.TT.CC e ultimo volutamente al consigliere Cristiano di Pietro.  Ai primi per il loro silenzio assordante .  Andare a caccia in queste situazioni è come sparare sulla croce rossa . E vero chi ha ritenuto opportuno è rimasto a casa e per rispetto non ha praticato nessuna attività venatoria ma stare in silenzio forse e stato peggio.  Alle associazioni venatorie per aver  dimostrato ancora una volta le vostre viltà. Si, e quel che peggio e che i rappresentanti delle stesse hanno dimostrato di essere dei vili  al pari dei loro associati. L’Alighieri li collocherebbe nel girone degli Ignavi (coloro che vissero senza infamia e senza lodo). Possibile che per qualche tessera in più e qualche consenso in più nessuno abbia chiesto viste le condizioni climatiche la sospensione della attività venatoria? Alle associazioni ambientaliste che stanno dimostrando (come sempre) il loro essere sprovveduti e appartenenza ad un sistema nel quale non sanno come muoversi (o non vogliono).  Ai presidenti degli AA.TT.CC che non hanno convocato i comitati per chiedere la sospensione della attività venatoria e poi spendono soldi dei cacciatori per i progetti di censimento e monitoraggio per conoscere la consistenza della beccaccia (scolopax rusticola) che stanno inopinatamente massacrando insieme ad altre specie che si sono concentrate in pochi territori non innevati. E ultimo al consigliere Di Pietro Cristiano che sta utilizzando da qualche anno la delega alla caccia in maniera spudorata. Plauso alla chiusura per tre giorni ( tra cui il sei gennaio che essendo di venerdì è già silenzio venatorio) ma viste le condizioni climatiche che sta aspettando per deliberare una sospensione più congrua? A me hanno insegnato il rispetto per la selvaggina in ogni periodo e luogo, andare a caccia significa rispettare ambiente e fauna e soprattutto la conservazione delle specie per lunghi periodi, rispetto soprattutto in periodi di difficoltà. Se tutto questo non ha valore allora ben venga l’abolizione della attività venatoria nel nostro paese. Devo dare ragione purtroppo a chi reputa i cacciatori soggetti ai quali non bisogna affidare la gestione del territorio e del patrimonio faunistico.

Lo so che questa lettera non avrà nessun riscontro, ma spero che smuova qualche coscienza di qualche vecchio nostalgico cacciatore che ricordi la nobile ars venandi dove rispetto per il selvatico, amore per la natura, salvaguardia del territorio, e soprattutto prosecuzione della attività venatoria negli anni a venire erano al centro del modo di essere Cacciatore. Festina lente………..

Zed

Di Virginia Romano

Potrebbe Interessarti

Irrigazione Basso Molise, si profila un’altra incompiuta. Preoccupati i lavoratori. Appello al presidente Toma

E’ il Molise dei paradossi. Questa volta, lo si scova al Consorzio di Bonifica di …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*