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Ricercatrice molisana premiata a Washington. Frattura: “Fierezza ed emozioni”

“Fierezza ed emozioni per la nostra giovane ricercatrice molisana, Ilaria Iacobucci, premiata in questi giorni con il “Paola Campese Awards for research in leukemias” all’Ambasciata italiana a Washington dalla Fondazione degli scienziati italiani in Nord America, Issnaf. Nel mondo accademico un riconoscimento importante che dà lustro anche al nostro Molise, dove la dottoressa Iacobucci è nata ed è cresciuta.  Ilaria Iacobucci, che a 36 anni si è contraddistinta con una ricerca concentrata sulle forme meno studiate e con percentuali di sopravvivenza ridotte di leucemia, rappresenta l’eccellenza nazionale che per studio, passione e talento dà speranza all’umanità. Alla dottoressa Iacobucci le nostre congratulazioni più sincere e orgogliose. Brava Ilaria, il Molise ti ammira”. Queste, le congratulazioni del presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, per il Paola Campese Awards assegnato alla dottoressa Ilaria Iacobucci a Washington dalla Issnaf, la Fondazione che riunisce in Nord America 4 mila scienziati italiani. Ilaria Iacobucci, giovane scienziata laureata all’Università di Bologna, è stata premiata da ISSNAF, la fondazione che riunisce 4mila scienziati italiani che lavorano in Nord America. È una dei 6 talenti che si sono aggiudicati gli ISSNAF Awards, consegnati ieri all’ambasciata italiana a Washington. laria Iacobucci – nata nel 1980 a Termoli – si è laureata all’Università di Bologna in Biotecnologie Mediche. Ed è proprio durante gli anni di studio, facendo la tesi, che ha conosciuto la realtà dell’Istituto di Ematologia “Seragnoli” e ha intuito quello che avrebbe fatto, dopo, nella vita: combattere le leucemie. Nello stesso ateneo felsineo è poi proseguita la sua carriera universitaria: prima il dottorato di ricerca, poi un assegno di post dottorato fino a diventare, nel 2011, ricercatore universitario nel Dipartimento di Scienze Ematologiche e Oncologiche. Nel 2013 comincia l’avventura in terra americana: prima come visiting scientist e poi come research special follow al Jude Children’s Research Hospital di Memphis, dove lavora tuttora. L’ospedale di Memphis è infatti «il paradiso per la ricerca. Abbiamo ricercatori di altissimo rilievo e strumenti di altissima tecnologia. Ed è proprio quello che ad un certo punto della mia vita mi ero riproposta: fare un passo avanti nella qualità della mia ricerca». La “base” era quella preparata in Italia. «La preparazione che si dà nel nostro Paese è di grande eccellenza: dal punto di vista scientifico arriviamo preparati a competere in qualsiasi altra parte del mondo. Anche per questo ho voluto mettermi in gioco, provare un’esperienza nuova. E sono riuscita ad entrare in un ospedale dove si curano i bambini, e lo si fa senza costi, cosa quasi unica in America. Un centro di riferimento per tutto quanto è la ricerca sulle leucemie a livello mondiale, che attira ricercatori da tutto il mondo».

 

Di Giuseppe Saluppo

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