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A Ricerca e Sviluppo, tagliate le gambe

di Giuseppe Saluppo

Ricercatore mestiere ingrato. In realtà il mestiere è uno dei più affascinanti ma è il trattamento a essere davvero ingrato. Sviluppo, una parola forte in tempi di crisi. Bene, Ricerca e Sviluppo non trovano, proprio, luogo in Molise. La denuncia viene dalla Uil. Cade proprio nel bel mezzo della polemica nazionale  sulle dichiarazione del ministro del lavoro finito sotto sotto accusa a proposito di giovani che fuggono dall’Italia. Per il ministro in questione Giuliano Poletti, alcuni di questi “cervelli in fuga”, da lui personalmente conosciuti, in fondo “è stato meglio perderli che trovarli”. In un sol colpo, con questa frase, ha offeso l’Italia, i giovani, i lavoratori e, più deboli di tutti, chi il lavoro non lo ha e lo cerca o è costretto ad emigrare. Ed anche in questo caso, il Molise vede i numeri più cospicui, consistenti. E, poi, viene spontaneo:  la ricerca non può seguire i cicli politici: rappresenta un investimento per il futuro. Solo che i politici hanno perso il contatto con la realtà della ricerca e stanno ignorando come un settore di ricerca forte può contribuire all’economia, cosa che è particolarmente importante nei paesi maggiormente colpiti dalla crisi economica. Invece, stanno imponendo drastici tagli di bilancio che stanno rendendo tutto dannatamente più complicato. Tagli ai budget per le strutture sanitarie che fanno ricerca in Molise, come Neuromed e la Cattolica, ma anche di altre piccole realtà come il centro oculistico Laurelli. Cosa dovranno fare quanti ancora credono di potere fare ricerca nella propria terra? Prendere la valigia e andare via? Impoverendo la terra che fu madre loro e alla quale avrebbero, vorrebbero, dare quanto appreso. Al contrario, il loro sapere va fuori. Importa a qualcuno? Sugli investimenti per lo sviluppo, poi, sembra per davvero di trovarsi dinanzi al “non pervenuto”. Qualcuno, riuscirà a destarsi dal letargo? Qui, servono interventi ben progettati  e non soluzioni sensazionalistiche improvvisate per decreto. Utopia pensare che, all’improvviso, nel deserto culturale, programmatico, sociale del Molise spuntino le rose?

Di Giuseppe Saluppo

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