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Revocato il finanziamento di 2 milioni e 800mila euro per la realizzazione del Polo scolastico dell’Alto Molise

 

Nella fase calda della polemica che a Campobasso sta spogliando il sindaco di gran parte della sua credibilità e autorevolezza, vale a dire la polemica che investe e riguarda la sicurezza delle strutture scolastiche; nel momento in cui su questo argomento si vanno sperimentando amministratori in cerca di facile popolarità e comitati popolari altrettanto autoreferenziali  nella loro esasperata urgenza di una soluzione assolutoria delle loro preoccupazioni di genitori con figli iscritti e frequentanti le strutture scolastiche simicamente non adeguate, ebbene in una contingenza di questa portata sociale, nel Molise capita di annotare e registrare un fatto che definire “straordinario” è poco. Straordinario, soprattutto per la gravità che traduce: la revoca da parte della Regione Molise del finanziamento di due milioni e 800mila euro prelevati dal Fondo per lo sviluppo e la coesione – linea d’intervento “progetto Scuola sicura” – per la realizzazione di un Polo scolastico a servizio dei  comuni di Carovilli (soggetto attuatore), Pietrabbondante, Roccasicura, San Pietro Avellana, Chiauci, Vastogirardi, Capracotta e Pescolanciano.

All’idea hanno corrisposto appropriatamente gli applausi delle comunità interessate. La soluzione tecnica e programmatica rispondeva alle esigenze di sicurezza delle scolaresche e del personale scolastico, e realizzava ciò che viene ritenuta la soluzione ideale per l’oggi e per il domani: i Poli scolastici: che sono l’aggregazione, in un insieme di strutture moderne e sicure, per accogliere la popolazione scolastica di ogni singolo comune che del Polo fanno parte. Diversamente, infatti, data l’esiguità degli alunni, quella stessa popolazione non avrebbe mai una soluzione per sé.

Posizionato baricentricamente rispetto ai vari comuni che ne fanno parte, il Polo scolastico dell’Alto Molise avrebbe aperto una nuova e salutare stagione circa la sicurezza e la funzionalità dell’attività scolastica, e alla Regione sarebbe andato il dovuto riconoscimento di buonsenso. Ma è accaduto ciò che non doveva accadere: l’impossibilità di utilizzare inderogabilmente entro il 31 dicembre 2016 , il finanziamento del Fondo europeo, costringendo il direttore del Quarto Dipartimento, Massimo Pillarella, a determinare la revoca dei 2 milioni e 800mila euro.  L’impossibilità di utilizzare il finanziamento, al di là delle difficoltà burocratiche che sono endemiche nella pubblica amministrazione, ha un retroscena: il parere contrario, peraltro vincolante, espresso dalla Soprintendenza alla realizzazione dell’opera, giunta sulla soglia dell’appalto. Motivo? La salvaguardia del paesaggio, che con l’opera scolastica sarebbe stato alterato e compromesso. Data la ricchezza paesaggistica dell’Alto Molise, in particolare dell’area che annovera i comuni del Polo scolastico, il rischio della compromissione è dappertutto.  D’accordo, il paesaggio è un bene collettivo tutelato dalla Costituzione, ma in questo caso è stato oggetto controverso di pareri. Cambiando il soprintendente, infatti, è cambiato il parere. Ovvero,  è stata la soggettività del responsabile e non più l’oggettività del valore paesaggistico ad essere la discriminate. La faccenda, coi suoi risvolti amministrativi, con il suo carico di opportunità e inopportunità, con il peso di un finanziamento revocato e un’opera pubblica irrealizzata, è stata trasferita al giudizio del Tar del Molise che, dicono, si esprimerà entro il mese di gennaio 2017, purtroppo a revoca effettuata. Dicono pure che la Regione Molise ha dato assicurazione circa la possibilità di recuperare le risorse finanziarie necessarie, qualora verrà stabilita la legittimità della localizzazione e della realizzazione del Polo scolastico dell’Alto Molise. Insomma, non tutto sarebbe andato perduto. Ma resta evidente come spesso si crei inconciliabilità tra gli organismi territoriali, tale da mettere in conflitto, in questo caso, l’esigenza della sicurezza e della funzionalità del servizio scolastico, con l’esigenza di salvaguardare il paesaggio. Forse una mediazione fattiva e intelligente le avrebbe potute risolvere entrambe.

 

Dardo

 

 

 

 

 

 

 

Di Dardo

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