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Rendimento energetico: la giunta regionale è uscita dal torpore

di Dardo

Nel settore energetico, specie la parte che riguarda il contenimento del consumo e della spesa, ci sono impegni da onorare e scadenze da rispettare sotto l’occhio attento dell’Europa. Non solo. Leggi dello Stato e decreti presidenziali in rapida successione, hanno reso particolarmente denso di provvedimenti il comparto per essere in linea con le direttive che obbligano l’Italia e  le Regioni ad rispettare le norme, ed evitare pesanti sanzioni. Entro il 2020 si dovrebbe arrivare alla piena autonomia energetica. Il Molise, e per esso la Regione che lo amministra, su questo fronte non trovano il bandolo della matassa.Stranamente, molto stranamente, dopo aver dato avvio alla redazione di un piano energetico regionale affidandolo al professore della Sapienza di Roma, di origini molisane, Livio De Santoli, ha rallentato le procedure fino a bloccarle, con evidente preoccupazione degli ambientalisti, senza fornire alcuna risposta alle sollecitazioni finanche del presidente del consiglio regionale Vincenzo Cotugno, e della stampa, almeno quella che segue le vicende ambientali e le disposizioni legislative, rendendosi conto che la politica energetica e il contenimento dei consumi sono il lato più debole del’organizzazione e dell’attività amministrativa regionale nel suo complesso. Senza piano energetico si procede a tentoni in un campo dove il rispetto dei protocolli e la tempistica sono fondamentali. Non è un caso che il Molise sia alla mercé degli speculatori del vento che fanno milioni di euro con  le pale eoliche: situazione di per sé grave e aggravata, come abbiamo fatto cenno, dalla mancanza del piano energetico regionale. Nei giorni scorsi, dinanzi al ritardo accumulato nell’applicare le disposizioni di legge  e all’enormità della spesa pubblica per riscaldare (d’inverno) e refrigerare (d’estate) gli edifici regionali (siamo sull’ordine di decine di milioni l’anno), la giunta regionale ha deciso di stipulare una convenzione  con l’Enea perché predisponga e gestisca un sistema informatico degli Attestati di prestazione energetica (A.p.e.) degli edifici e degli impianti termici della Regione Molise. L’applicazione dei criteri generali, le metodologie di calcolo e i requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici per la climatizzazione invernale e per la preparazione dell’acqua calda per usi igienico-sanitari, non è altro che un primo passo verso l’obiettivo di contenere i consumi fino ad azzerarli, come è sancito alla scadenza del 2020. L’Attestato deve essere redatto secondo le disposizioni stabilite dal decreto legislativo 192/05, nonché in conformità alle disposizioni contenute nelle “Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”.  A loro volta, anche le metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici, e gli elementi essenziali del sistema di certificazione energetica, sono disciplinati da decreti legislativi, decreti presidenziali e ministeriali: insomma, un intreccio  che richiede professionalità e competenza nella loro messa in atto. Su questo presupposto di specificità tecnica/amministrativa, la giunta regionale ha deliberato di adottare il Sistema informatico per gli Attestati di prestazione energetica (A.p.e.) degli edifici e degli impianti termici della Regione Molise, e di affidare all’Enea  la gestione e la predisposizione di tutto quanto necessario per la successiva costituzione del catasto energetico degli edifici e degli impianti termici. Il tutto per un compenso di 40mila euro più iva. Finalmente qualcosa che determini l’uscita dall’empirismo e che avvii il ragionato e sostanziale contenimento della spesa energetica.

 

 

 

Dardo

 

 

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