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“Regione, subito un Piano di sviluppo regionale”

 

“E’ necessario riportare ed inserire in un organico PIANO DI SVILUPPO REGIONALE le programmazioni elaborate sulla base della disponibilità di fondi Europei, nazionali e regionali e, quindi, ricondurre la programmazione territoriale per aree, distretti e zone intercomunali.  Solo una visione condivisa, capace di accompagnare le risorse umane, ambientali e culturali, al perseguimento della promozione del territorio, potrà convertire le criticità del Molise (dovute a fattori demografici, alle dimensioni ridotte e agli altri indici sfavorevoli) in vere e proprie potenzialità economiche. Occorre pertanto dare attuazione a quanto previsto dallo Statuto regionale, fare sintesi con un programma di sviluppo organico, intersettoriale, di breve-medio tempo (almeno un decennio) che con efficiente ingegneria finanziaria pubblica concerti ed accordi tutte le iniziative a vari livelli istituzionali ideati in ogni campo e comparto: industriale, agricolo, alimentare, ambientale, sanitario, sociale, turistico, culturale e di assetto istituzionale, anche per riguardo all’esito del referendum del 4 dic. 2016”.  Questa la sintesi fatta dal Presidente degli ex Consiglieri Regionali, Gaspero Di Lisa al margine della riunione del Direttivo dell’Associazione omonima, allargata, per l’occasione, ai soci e ai Consiglieri ed Assessori attualmente in carica.

Dagl’interventi, sostanzialmente unanimi dei presenti, è emersa la necessità di una programmazione coordinata, condivisa dalle varie parti sociali, rispettosa delle evidenze del territorio, che sfoci in un Piano di sviluppo realistico (che prenda atto delle difficoltà del sistema economico regionale, sempre più in affanno, perché – nei prossimi anni – crescente sarà la carenza di risorse economiche derivate) perché conta su un percorso oggettivamente credibile di risorse proprie e disponibili.

Solo così –si è detto da più parti- potremo non solo imboccare la via della ripresa, ma anche della difesa e della valenza socio-culturale-economica e politica del come entità autonoma, legittimata costituzionalmente a progettare, rispetto ai suoi reali bisogni e alle sue peculiari risorse, il proprio sviluppo.

Erano presenti anche il Presidente del Consiglio reginale Vincenzo Cotugno e vari Consiglieri in carica ai quali Di Lisa ha ricordato come l’Associazione che rappresenta “intende con umiltà, ma con la forza della convinzione e dell’esperienza, mettersi al fianco di coloro che hanno responsabilità di rappresentare il Molise, per dire una parola di speranza e cercare, per quanto realisticamente possibile, una strada di uscita dalla crisi, malgrado le aggressive difficoltà quotidiane congiunturali e strutturali”. “In buona sostanza – ha chiosato Di Lisa – più che essere lodatori o celebratori del passato, vogliamo essere facilitatori del futuro”.

“In questi anni i maggiori palazzi istituzionali della Regione – ha ricordato ancora Di Lisa – sono stati dedicati a uomini politici illuminati e determinati come Vitale e D’Aimmo. Se ne deduce che se “i nomi sono appropriati alle cose e alle persone di appartenenza” dobbiamo dare provai coerenza, perché, queste personalità (con il sostegno di un folto stuolo di politici) seppero impegnarsi per la crescita di questa regione attraverso l’ideazione di un primo Piano di sviluppo regionale, ricevendone (molti di noi insieme a loro) particolare apprezzamento dalla relativa generazione. Occorre ora seguire quell’esempio”.

“Ne va – ha concluso Di Lisa – del futuro del Molise, delle sue istituzioni, del dovere di scongiurare il ritorno ad essere una regione negletta nel contesto istituzionale e territoriale, cioè dello stato amministrativa ed istituzionale antecedente alla nostra autonomia riconosciuta nel 1963. Dobbiamo sicuramente correggere le storture del regionalismo, prodotte dal tempo e da legislatori non sempre attenti all’austerità e alla parsimonia, ma non possiamo, per responsabilità politica, distruggere o depauperare quella grande conquista storica e istituzionale che fu l’autonomia regionale”.

Di Giuseppe Saluppo

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