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Regione Molise “quei dirigenti sono illegittimi”

Una vera e propria mazzata, quella della sentenza della Corte Costituzionale sulle disposizioni in materia di bilancio 2015 della Regione Molise. A proporre il ricorso era stato proprio il governo. A non essere chiaro, soprattutto,il passaggio relativo all’istituzione di alcune figure dirigenziali esterne. Come il Direttore generale della Salute, ruolo ricoperto da Marinella D’Innocenzo;  le figure dei direttori di Dipartimento: il Dipartimento della Presidenza della Giunta regionale, l’incarico di responsabile è stato assegnato all’ingegnere Mariolga Mogavero; il Dipartimento delle Politiche di sviluppo, guidato da Maria Rosaria Simonelli;e il Dipartimento del governo di territorio, mobilità e risorse naturali,assegnato all’ingegnere Massimo Pillarella.  Queste ultime nomine, firmate il 12 agosto 2016. Ma già il 22 luglio 2016 a mettere le mani in avanti e a richiamare l’attenzione sulle questioni aperte dinanzi al Corte Costituzionale era stato il Procuratore generale della Corte dei Conti del Molise, Carlo Alberto Manfredi Selvaggi. “Di specifico interesse è poi il rilievo che attiene all’art. 44, comma 1, 11 lett. b), secondo il quale alcune figure di dirigenza generale – Direttore di Dipartimento, Direttore generale della Salute, Segretario generale del Consiglio regionale, Capo del Servizio di Gabinetto del Presidente della Giunta regionale e degli Affari istituzionali, Capo del Servizio di Gabinetto del Presidente del Consiglio regionale e degli Affari istituzionali – non sono ricomprese nelle dotazioni organiche della Regione. Nel ricorso si è osservato che una siffatta previsione, oltre a compromettere la corretta quantificazione delle risorse da destinare al finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti e ad avere effetti negativi in ordine al rispetto della normativa vigente in materia di contenimento e controllo della spesa complessiva di personale, non specifica la modalità di conferimento dei relativi incarichi dirigenziali ai fini del rispetto delle percentuali indicate dall’art. 19, comma 6 del decreto legislativo n. 165/2001. Ciò sarebbe in contrasto con il principio di buon andamento dell’attività amministrativa, ai sensi dell’art. 97 Cost., e con la già ricordata competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile”

Di Giuseppe Saluppo

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