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Regione, arriva il ‘fochino’

Alla Regione Molise è tempo di commissioni valutatrici. Una dietro l’altra, a ritmo serrato, per dare seguito ai bandi e agli avvisi pubblici dei mesi scorsi, che postulano la necessità di imbarcare personale a tempo determinato con qualifiche specifiche a sostegno dei programmi comunitari del settennio 2014/2020, ma anche del settennio passato, ovvero quello del 2007/2013. Un miscuglio di necessità vecchie e nuove, che dimostrano che all’interno dell’organico regionale non ci sono risorse umane e  professionalità sufficienti per attuare i fondi Fesr, Fse, i Por e Prs: sigle a volontà, ognuna con una dotazione finanziaria (e di aspettative) che però,  come andiamo scrivendo da tempo, tardano ad essere espresse. I percorsi tecnici e amministrativi nel Molise viaggiano in treno accelerato mentre altrove vanno in Freccia Rossa. Mesi per allestire e pubblicare i bandi e gli avvisi pubblici, altri mesi per comporre le commissioni valutatrici, e anni per arrivare ad assumere i co.co.co., i consulenti e i collaboratori che attorno alla presidenza della giunta vanno formando una nutrita e variegata corona di riconoscenza. Il rush finale è previsto in prossimità della scadenza elettorale del 2018. Sarà allora che altre commissioni valutatrici e altre assunzioni a tempo determinato faranno rumore e colore, come i fuochi d’artificio delle sagre paesane.  L’assunzione di alcune decine di collaboratori per l’applicazione del Piano di sviluppo rurale e di quattro invalidi civili, hanno sollevato obiezioni e denunce. Quando si dice che il troppo storpia. Nel giro di due o tre settimane sono state insediate le commissioni valutatrici per assumere 22 co.co.co. tra Tecnical expert senior, di Project manager, di Project organizer e di assistant  destinati alla implementazione, gestione e attuazione del Programma operativo regionale Fesr/Fse 2014/2020; quella incaricata di selezionare i Piani di sviluppo locale (Psl), e da mesi sta operando la commissione che deve selezionare le figure professionali idonee per l’attuazione della sottomisura Misura 19 del Psr. Dinanzi a questo gran numero di esterni ingaggiati e da ingaggiare per mandare avanti i programmi regionali, c’è da chiedersi a cosa serva la dirigenza regionale e a cosa la classe direttiva cui vanno premi di posizione e di produttività, in aggiunta allo stipendio base e, in ultima analisi, anche la classe esecutiva a cosa serva. Tra le centinaia di dipendenti regionali, però, s’è dovuto arrivare alla seconda decade del Terzo millennio per accorgersi che manca la figura di “fochino”, di colui, cioè, che effettua il brillamento di mine con innesco elettrico e a fuoco,  senza il quale pare che il Servizio competitività dei sistemi produttivi, sviluppo delle attività industriali ed estrattive, politiche della concorrenza, internazionalizzazione delle imprese e marketing territoriale della Direzione generale della Giunta regionale, non possa andare avanti. Tant’è che il 24 agosto 2016 la giunta regionale ha approvato l’avviso pubblico finalizzato al conferimento dell’incarico.

 

Chi o quanti abbiano risposto all’appello, il direttore del Secondo dipartimento, Mariarosaria Simonelli, non lo dice. Dice, invece, che risulta necessario procedere alla nomina di una Commissione valutatrice per l’esame delle istanze dei candidati “fochini”, e su questo assunto ha chiamato a farne parte Manlio Palange, dirigente regionale presidente, Pasquale Di Fabio, dipendente regionale componente, Maria Rosaria Bianchi, dipendente regionale componente, e Alessandra Brunetti, dipendente regionale segretario. Tutti esperti in brillamento di mine con innesco elettrico e a fuoco. Alla Regione, infatti, è guerra continua tra le categorie del personale in organico e, perché, no, tra gli amministratori. L’opera di uno sminatore si rivela quanto mai necessaria.

 

 

 

 

 

Dardo

 

Di Giuseppe Saluppo

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