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Nuovo rapporto contrattuale tra la Regione Molise e la Molise Dati. “Mantenetevi bassi coi costi se volte continuare ad esistere”

Davvero carini, e di buon cuore, il presidente della giunta regionale e gli assessori, nel prendersi cura della Molise Dati, la società informatica che da decenni è nella sfera delle competenze regionali ed oggi è una società ad intero capitale pubblico. Carini e di buon cuore là dove, a poco più di un mese dalla fine del loro mandato popolare, vanno ad occuparsi del futuro di quella Società che stando agli atti amministrativi e organizzativi di cui è stata oggetto nel corso degli ultimi 4 anni, è stata più volte mortificata nelle sue prerogative funzionali e gestionali. Invece di valorizzarla, di darle la possibilità di incentivare le proprie capacità operative, di farne uno strumento di qualità tale da poter essere un elemento concorrenziale sulla piazza informatica regionale e nazionale, la Regione, soprattutto l’amministrazione di centrosinistra a guida Paolo di Laura Frattura, l’ha via via emarginata, iscritta  tra le Società a partecipazione regionale da estromettere o, quantomeno, da ridurre a semplice strumento di servizio interno. Non a caso il sistema informatico che vige alla Regione  fa capo ad una società esterna pagata fior di milioni di euro, senza aver dimostrato che la Molise Dati non fosse nella condizione di provvedervi. Ebbene, prima di sloggiare da Palazzo Vitale, Frattura (presidente),  Nagni, Facciolla e Veneziale (assessori), l’8 febbraio hanno deliberato di avviare la riorganizzazione e la rinegoziazione dei rapporti contrattuali in essere, per aggiornarli – dicono – alla normativa in materia di società partecipate e di affidamenti diretti (decreto legislativo 50/2016 e decreto legislativo  175/2016). Scelta di tempo sbagliata, visto che gli amministratori regionali stanno per scadere e, peggio ancora, sospettabile di un’ulteriore mortificazione da infliggere al management della Dati cui è stato chiesto, infatti, di darsi la zappa sui piedi, ossia di  predisporre un’analisi dei costi fissi per tenersi in vita (insomma quando spendono per la manutenzione della sede, per le macchine e gli strumenti e per il personale)  “affinché l’ente controllante – ossia la Regione –  possa impartire specifici indirizzi di gestione”. Cioè, stabilire se costa molto o se costa il giusto. E se costa molto, come fare per farla costare poco (licenziare il personale, ridurre  la dirigenza, restringere il campo tecnico d’azione?). Un avviso subliminale: “Mantenetevi bassi coi costi se volte continuare ad esistere”. Ma c’è dell’altro. C’è che la Molise Dati per sperare di spuntare un nuovo rapporto contrattuale con il socio di maggioranza (assoluta) il quale, per essere tale, della Società può fare ciò che vuole, su richiesta della giunta è stata chiamata a predisporre un catalogo dei servizi  in grado di fornire, e per ogni servizio la stima analitica dei costi (diretti e indiretti) per far sì che la Regione di volta in volta possa valutare se le conviene servirsi della sua Società informatica oppure andare sul mercato, all’esterno. Insomma, probabilmente la Regione vuole una pezza d’appoggio, una motivazione che le consentano di stabilire se servirsi della Molise Dati oppure di qualche ditta informatica amica. Cosa questa, però, che non ha ritenuto necessaria quando, come abbiano detto, per gestire il protocollo regionale e gli altri servizi connessi, gli amministratori regionali sono andati spediti a scegliersi il fornitore a suon di milioni di euro. In maniera più diretta, come è scritto nella delibera 59 dell’8 febbraio 2018, dalla Molise Dati si vuole “un Catalogo dei Servizi contenente la stima analitica dei costi diretti ed indiretti riferibili ad ogni singolo intervento reso all’Amministrazione regionale, con riferimento alle effettive risorse umane e tecniche, e con l’indicazione della congruità del valore del servizio rispetto al mercato di riferimento”. Più chiaro di così si muore!  Va anche detto, però,  che a leggerla la storia di questa Società, dalla nascita ad oggi, il racconto è infarcito di aspetti non sempre chiari, come quelli in cui la politica regionale l’ha usata per fini clientelari: assunzioni, promozioni, e vantaggi economici oltre misura. Sono il periodo e l’aspetto meno accettabili rispetto alle successive correzioni che hanno riguardato la Società in chiave “punitiva”: polemiche interne ed esterne, contrasti programmatici e gestionali, difficoltà finanziarie ed emarginazione nella fornitura dei servizi. Il corso punitivo è ancora in atto, e dietro la facciata della necessità di una nuova intesa contrattuale, di una nuova immagine e di una nuova strutturazione della Società vanno tutt’ora inclusi i sospetti che alla lunga, in assenza di un forte ridimensionamento strutturale e gestionale, si arrivi alla sua liquidazione. Soprattutto se il destino politico e amministrativo della Regione Molise sarà legato ancora ai “tagliatori” dei servizi e degli apparati pubblici a favore di quelli privati.  Per maggiori informazioni al riguardo, rivolgersi agli apparati ospedalieri e sanitari.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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