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Ramundo, cosa fai?

Oggi è stato consegnato alle famiglie interessate dalla raccolta differenziata, a mezzo posta, un opuscolo contenente le informazioni utili, in sostanza, alla riduzione del canone annuo per l’imposta comunale sull’immondizia. Il suddetto opuscolo illustra ai cittadini campobassani come fare per accedere alle agevolazioni atte alla riduzione dell’imposta. Il comune cosa ci dice in questo opuscolo? Beh ci comunica che se vogliamo pagare meno siamo costretti a conferire l’immondizia, o quantomeno, buona parte di essa presso l’isola ecologica sita in contrada Santa Maria de Foras, dunque in un luogo sito non proprio nelle vicinanze del centro cittadino, per non parlare della distanza dalle periferie. Infatti, ci fanno sapere, che esclusivamente presso l’isola ecologica noi cittadini potremmo avere l’onore, perché di questo si tratta, di poter pesare e, pertanto, pagare per quanto consumato, il tutto, naturalmente, elettronicamente, tramite un macchinario funzionante tramite l’inserimento della TSA. Così facendo potremmo avere uno sconto, non quantificato, sulla TARI. Ottimo, direbbe lo stolto, ma noi, che stolti non siamo, ci poniamo un interrogativo…Come faranno le persone anziane, i disabili, coloro i quali sono sprovvisti della patente o, ancora, gli indigenti, a conferire lì l’immondizia in cambio di uno sconto non quantificato? Mistero del Comune! Ma soprattutto ora sorge spontanea una domanda, a cosa serve la raccolta semi porta a porta che sta effettuando il Comune, quando per ricevere uno sconto bisogna, per forza, recarsi a Santa Maria de Foras? Come parafraserebbe Totò: Se la serva non serve a cosa serve la serva?”. Evidentemente la confusione è tanta, se non troppa, quella che impera nella testa dei nostri amministratori. Ma come per vedermi riconosciuto un sacrosanto diritto, derivante da un mio altrettanto sacrosanto dovere, devo caricarmi l’immondizia in macchina per poi andarla a conferire presso l’isola ecologica situata in una contrada? E la miriade di bidoni che mi hanno dato a cosa servono, allora? Siamo veramente al teatro dell’assurdo. Ma come pensano di poter far funzionare la raccolta differenziata in questo modo? E soprattutto che servizio pensano di dare? Purtroppo ci tocca constatare che noi cittadini paghiamo, mentre gli amministratori sperperano, vedi l’affaire cassonetti come abbellimento delle pubbliche strade. Hanno ridotto interi quartieri cittadini a “monumenti” votivi nei confronti del Dio cassonetto mentre i cittadini per veder loro riconosciuto un diritto devono recarsi, previo possesso e capacità di guida dell’automobile, presso l’isola ecologica. Ma non era il caso di realizzare più isole ecologiche evitando la miriade di cassonetti? Parafrasando un noto rapper italiano “applausi, applausi applausi per l’amministrazione”. Complimenti, complimenti vivissimi!

Ma.Sa.

Di admin

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