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Quella tavella dell’insicurezza

di Giuseppe Saluppo

La tavella caduta nella sala laboratorio della scuola Montini di Campobasso ha riaperto, anche se non si è mai chiusa, la questione sicurezza scuole. E, oggi, si torna a parlare di turni pomeridiani per i 330 studenti. A scanso di equivoci, dico, un problema ciclopico, che nessuna bacchetta magica può risolvere dall’oggi al domani. Altrettanto, però, mi chiedo e domando: così difficile redigere un quadro preciso di ciò che è stato fatto, i costi affrontatati, e i risultati ottenuti, per darli all’opinione pubblica che protesta? Eppure, potrebbe essere una base per un confronto meno episodico e sconclusionato di quelli che da mesi vengono portati avanti. La verità, ancora, è che fintanto non si arriverà a disporre di un piano di edilizia scolastica definito, e definitivo, avremo sempre motivi per alimentare le incertezze, le paure, e le proteste. Con un’amministrazione comunale incapace di dialogare sulla scorta di contenuti tecnici e finanziari inoppugnabili. Di parlare con chiarezza e, con cognizione di causa, di indicare, cifre alla mano, le disponibilità finanziarie cantierabili, le progettazioni, i tempi di realizzazione. Con un quadro chiaro davanti sul da farsi, con la certezza del contenuto, con la certezza delle risorse finanziarie e dei tempi di attuazione di un programma di nuova edilizia scolastica e di messa in sicurezza delle strutture esistenti recuperabili, non ci sarebbe comitato popolare che eluderebbe un dialogo responsabile, disposto ad accettare lo stato di fatto. Il difetto è nel manico. Nella timidezza e nell’insicurezza dei propositi e dei programmi. Un’amministrazione di questa fatta è fonte di insoddisfazione e, quindi, di proteste, ma, soprattutto, di preoccupazione.

Di Giuseppe Saluppo

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