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Quel taglio in una città che perde la memoria

di Giuseppe Saluppo

Mentre giravo mi sono imbattuto in questa immagine. Il taglio della testa alla Madonnina alla rotonda di via Pirandello a Campobasso. Ben tre le volte che accade. Così, per la statuina della Madonnina sulla salita dei Monti. Immagini che confermano la caduta sociale della città dove le generazioni che si succedono non riescono a vivere appieno quello che, in termini di fruizione degli spazi urbani, veniva tramandato di padre in figlio. Quello che era Campobasso. Ma la mancata memoria si vede in molti altri luoghi. In una città che invece di chiedere un vero rinnovamento per affrontare con serenità il nuovo secolo, sta vivendo alla giornata, e opera con un orizzonte temporale e una memoria che non va oltre i due anni. Poi l’oblio. Possibile che le “memorie d’acciaio” abbiano cancellato e fagocitato, imbruttito e imbarbarito ogni cosa? Non ci si avvede che i “monumenti” camminando per le strada sembrano guardarci, e se li “ascolti”, li senti che gridano vendetta per averli dimenticati, e, con loro, perduto la memoria storica di questa città?

Di Giuseppe Saluppo

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8 commenti

  1. Antonio Ugolini

    Non si tratta di memoria storica soltanto, si tratta di un elemento FONDANTE dell’identità di un popolo. Campobasso sta sprofondando nel nulla ideologico e morale, senza che nessuna delle parti in causa -clero, amministrazione comunale, forze dell’ordine, magistratura, scuole, famiglie- voglia affrontare il tema. Con il silenzio e l’omertà i problemi non si sono mai risolti, anzi si sono acuiti. Ci si fermi anche a riflettere su questo: quell’emerito imbecille avrebbe compiuto lo stesso gesto nei confronti dell’effige di Maometto? Lo sappiamo bene che si sarebbe sollevato un vespaio se ciò fosse accaduto, perché in quanto a difesa del proprio credo religioso e prevenzione di atti offensivi nei suoi confronti i musulmani ci battono uno a zero-palla al centro! Basta con tutti questi episodi di una tale gravità. Si applichi la legge (art. 402 e 403 del codice penale) e si lavori, come cittadinanza ed a prescindere dal ruolo che si riveste, perché questi orrori non accadano mai più.

  2. Benedetta Mastrogiacomo

    Quanto accaduto non è solo gravissimo, ma ha anche dell’inverosimile, in una città dove da tempo sono stati promessi sistemi di videosorveglianza, dove l’amministrazione comunale continua a fare orecchie da mercante sulle continue violazioni delle regole da parte di giovani sfaccendati e famiglie allo sbando. Tutto questo non accade a pochi chilometri di distanza, basta uscire dal perimetro del capoluogo: perché? Perché ci sono forme aggregative, di rispetto delle regole e del bene comune che da noi sono scomparse, nell’indifferenza e nel pressappochismo generale. Anche i parroci si mettano una mano sulla coscienza chiedendosi come, quanto e quanto spesso coinvolgono i giovani in programmi di rinascita morale e spirituale. Le scuole abbandonino la politica del ” politically correct” che sta creando una Babele e chi decide di mettere su famiglia non lo faccia a cuor leggero, perché è una missione. Nulla nasce dal nulla!

  3. Simonetta Mori Dall'Oglio

    La città è in balia di se stessa, disaggregata, irriguardosa, presuntuosa ed imbruttita. Nulla nasce dal nulla, ha scritto una lettrice, ed al mentecatto che ha compiuto un abominio del genere auguro di cuore di vedere il mondo a quadretti. Può farsi beffe quanto vuole, ma ci sarà Chi, immensamente più intelligente del tapino, si farà beffe di lui. Le ruote girano: o su questa terra, o nell’altro mondo…

  4. Massimiliano Orsini

    Città sciatta moralmente ed esteticamente, sta implodendo sotto le sue pecche. Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

  5. Donatella Maniscalco

    “C’è un tempo per vivere ed un tempo per morire, uno per piantare ed uno per sradicare le piante” (Bibbia, Ecclesiaste 3). Arriverà anche il turno di questo disadattato.

  6. Città senz’anima, disunita, litigiosa ed apatica. Ecco i risultati. Recuperate i giovani: famiglie in primis, portate solo a santificarli e giustificarli senza motivo, poi scuole e parrocchie, sulla scia dell’insegnamento di Don Bosco. Fatevi un giro in Corso Bucci e nella “Città nella Città”: il nulla morale ed ideologico, l’uso più insulso che si possa fare del proprio tempo, pensando di essere “alla moda”. C’è molto da lavorare. Inutile coprirsi gli occhi per poi lamentarsi quando il danno è fatto. Prevenire e’ meglio che curare!

  7. Che questa città riscopra se stessa, e che questa Pasqua costituisca uno strumento di rinascita interiore per quel poveraccio-poveraccia autore-autrice del gesto.

  8. Augusto Domenighini

    Qualcuno, enormemente più grande e potente di te, ti avrà già perdonato, caro emerito idiota (per utilizzare un eufemismo). Io non ci riesco e ti auguro di vero cuore di non vedere realizzato nessuno dei tuoi progetti di vita, semmai ne avessi.

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