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“Quante favole sulle scuole sicure”

“Una scuola adeguata al 72%, non è una scuola sicura…è una scuola a rischio. Una scuola migliorata sismicamente allo 0,54 o 0,70 non è una scuola sicura…è una scuola a rischio”. Senza mezzi termini il presidente del Consiglio d’Istituto della scuola don Milani, Nicola Simonetti, in merito a quanto accaduto alla scuola don Milani chiusa lo scorso anno per poterla adeguare sismicamente. I bambini iscritti sono stati ospitati presso la struttura messa a disposizione dall’Università.  “Vi pare normale uscire da una situazione a rischio, e rientrarne in una, solo perché si è effettuato un miglioramento da 70 mila euro, dove, ad ora che scrivo, non abbiamo uno studio di vulnerabilità dedicato. In una con quella percentuale?! È “sicurezza”?! Vi sembra normale?! E, tranquillamente, si taglia il nastro di inaugurazione, a cosa!!! Al benvenuti, siete in una scuola al 30% di rischio crollo?! Accomodatevi! Ditemi voi se questa è la “normalità”! Parliamo di vite, di bambini, figli e nipoti, nostri, non astratti e senza anima… quelle stesse anime che non hanno potuto crescere e vivere, godendosi la loro vita serenamente. In questi giorni lo ha detto la stessa Procura di Campobasso. Una scuola dove uno studio di vulnerabilità dichiara che deve essere adeguata o abbattuta, non può rimanere aperta…non deve!!! Secondo voi, può essere mantenuta tale solo per un problema di rappresentanza, per un capriccio o per un “problema residuale” o perché una dirigente non vuole che si chiuda per questioni di opportunità, o gli stessi genitori per timore dei doppi turni, NON SI PUO’! NON LO DOBBAIMO PERMETTERE!!! Non più!!! Dal primo giorno, 6/7 ottobre 2016, abbiamo chiesto di condividere la problematica che si sarebbe venuta a creare chiedendo a tutte le parti di incontrarsi per poter pianificare le migliori azioni, corrette e legali, da mettere in campo, con la collaborazione di tutti i Dirigenti, della Scuola e degli Enti preposti, abbiamo ancora una Direzione Didattica, un Provveditorato…ma non è mai accaduto, ognuno ha viaggiato nei propri ambiti, nelle proprie esigenze, sulle proprie gambe creando, nulla o ben poco. Addirittura cercando di creare astio tra gli stessi. Siamo sotto elezioni, come sempre in Italia, ma vi prego non cadete nelle solite promesse politiche, legate alla caduta di nuove economie, di nuovi finanziamenti, della nuova programmazione 2003-2006, 2017-2020, del 2030…del nuovo che arriverà… del resto non si riesce nemmeno ad avere risposte a semplici richieste @pec, per i servizi minimi garantiti. Vi invito a girare con le telecamere e digitali intorno a questo edificio: tra i vari accessi, pedonali e non, tra scale scivolose e rotte, caditoie rotte, attraversamenti pedonali assenti, marciapiedi rotti, aiuole abbandonate, rifiuti sparsi all’interno ed esterno delle aree scuola, zona campetto in cemento, sporcizia generale, credo che qui non si spazzi da almeno 10 anni. Tutta la situazione è stata gestita in maniera improvvida. Le continue risposte ascoltate in riunioni, consigli, commissioni, da tutti i componenti questa amministrazione, non hanno mai avuto un riscontro positivo, che uno. Dico ed affermo, che si smetta di dire che si pensa alle scuole, che le scuole sono il loro primo pensiero. Se l’associazione a misura di bambino, qui rappresentata dal presidente Bartolomeo, non avesse effettuato l’accesso agli atti, oggi questa amministrazione starebbe a fare altro…ricordo ancora i proclami e le ultime manifestazioni su trasparenza e legalità, portata anche nelle scuole, vorrei ricordarvi che questa amministrazione ha concesso gli atti dopo 9 mesi dalla richiesta, prendo in prestito una frase dal film di Benigni-Troisi “quanti siete, chi siete, da dove venite”, beh, questa è stata la medesima trafila per giungere agli atti: chi siete, perché volete vedere gli atti, a che titolo, ma siete costituiti come associazione, inviateci lo statuto….etc., etc…l’Amministrazione trasparente. La finissero”.

Di Giuseppe Saluppo

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