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“Quale previdenza se il lavoro è poco?”

“Ho portato a Roma la preoccupazione dei molisani per la previdenza: le difficoltà a raggiungere un buon livello di contribuzione quando di lavoro ce n’è poco, è discontinuo e spesso in nero, la contrarietà ad innalzare ancora l’età pensionabile perché sono i giovani e non gli anziani a dover lavorare, le difficoltà a tirare avanti con pensione da fame.” Questo dichiara Tecla Boccardo che, con altri dirigenti sindacali molisani, ha partecipato a Roma all’Attivo nazionale dei quadri e dei delegati di Cgil, Cisl e Uil sulla Fase due del confronto con l’Esecutivo sulla previdenza.

«Il Sindacato è determinato a continuare il confronto con il Governo per sviluppare i temi individuati un anno fa nel Verbale di sintesi e realizzare così un nuovo disegno organico, sostenibile economicamente e socialmente, per il nostro sistema previdenziale. Ma il tavolo dovrà portare a risposte positive da concretizzare già nella prossima legge di bilancio. Questo il messaggio lanciato.

Cgil, Cisl e Uil hanno innanzitutto rilanciato la proposta della pensione contributiva di garanzia per dare prospettiva previdenziale ai giovani e a chi ha carriere lavorative fragili”, che “dovrà essere incardinata nel sistema contributivo ma con dei correttivi solidaristici, sostenuti dalla fiscalità generale, e che dovrà valorizzare anche il lavoro di cura e le specificità di genere.

Centrali i nodi della flessibilità in uscita e del superamento degli automatismi legati alle aspettative di vita poiché non è pensabile ipotizzare ulteriori aumenti dell’età pensionabile, dal momento che già oggi le norme italiane sono fra le più penalizzanti in Europa. Occorre tenere conto dei profili sociali e delle differenze legate ai singoli percorsi lavorativi.”

Secondo il Sindacato si deve intervenire anche sulla previdenza complementare  per rimuovere gli ostacoli che oggi limitano l’accesso ai lavoratori dei settori pubblici e privati, a cominciare dai dipendenti delle piccole e piccolissime imprese.” Importante poi favorire l´investimento di una parte delle risorse dei Fondi pensione contrattuali in investimenti strategici per il Paese” «la parificazione della tassazione fra ilavoratori pubblici e privati.”

Per quanto riguarda le pensioni di oggi occorre sostenere la tutela del potere d’acquisto (non si possono vedere pensioni da poche centinaia di euro al mese che per anni non vengono aggiornate nell’importo, nemmeno per tenere conto del pur basso tasso di inflazione” commenta Boccardo).

Infine sono state ribadite le richieste sindacali di riforma della governance di Inps e Inail e di “completare il processo di separazione contabile tra previdenza e assistenza”.

“Siamo consapevoli che questo confronto si svolge nella fase particolare di fine legislatura, ma proprio per questo – hanno concluso i leader sindacali nazionali –chiediamo coerenza e concretezza, poiché l’unica e ultima possibilità di intervenire è la legge di Bilancio. Il sindacato è mobilitato per conseguire questi importanti obiettivi.”

La Segretaria generale della locale UIL chiosa: “Anche noi, dal lontano e piccolo Molise, dovremo fare la nostra parte per sostenere le rivendicazioni sindacali in tema di previdenza e pensioni. Informeremo tutti i lavoratori, staremo vicini ai pensionati, sapremo incanalare la loro rabbia, dare una dimensione sociale al loro disagio. Ci siamo più volte mobilitati e siamo pronti a tornare nuovamente in piazza per una previdenza che sia vera tutela dei diritti, una prospettiva di futuro sereno.”

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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