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“Il punto nascite a Isernia non si tocca”

 

In relazione alle notizie apparse oggi sulla stampa e riguardanti la disattivazione del punto nascite dell’ospedale “Veneziale” di Isernia, si registra la ferma posizione del sindaco Giacomo d’Apollonio e dell’intera amministrazione comunale. «È inconcepibile che una città capoluogo come Isernia – ha affermato il sindaco – debba essere privata d’un servizio fondamentale come quello delle nascite. La chiusura del reparto non è imminente, giacché è stata programmata per il la fine del 2017, ma vanno immediatamente poste in essere tutte le possibili azioni di difesa. Ho già convocato, per l’inizio della prossima settimana, una giunta urgente – ha continuato d’Apollonio – durante la quale prenderemo una posizione ufficiale contro la soppressione, da scongiurare assolutamente. Chiederemo al Commissario Frattura e ai vertici dell’Asrem una deroga rispetto agli standard attuali che ci penalizzano oltre ogni logica di ordine sanitario e sociale. Faremo leva anche sulle possibilità di deroga concesse da uno specifico Decreto Ministeriale, che potrebbe tutelarci dal punto di vista normativo, senza tralasciare la necessità di adeguata dotazione di personale medico specializzato e la questione del limite numerico, collegato alla soglia dei 500 parti annui. Un aspetto delicato, inoltre, è quello dello Sten (Servizio di trasporto di emergenza neonatale). Ho assunto informazioni e ritengo che, nel caso Campobasso non possa assicurare il servizio collaborando col nosocomio isernino, l’alternativa potrebbe essere una convenzione da stipulare con un altro ospedale vicino, come ad esempio quello di Benevento». «Una cosa è certa – ha concluso il sindaco, con tono perentorio – Isernia non rimarrà inerte in attesa dell’ennesima spoliazione di servizi e presidi vitali per la collettività, tanto più grave allorquando mina l’insopprimibile diritto alla salute e alla sicurezza dei cittadini». “Per il decreto ministeriale 70, un punto nascite deve registrare almeno 500 parti l’anno, l’obiettivo che vogliamo raggiungere per il reparto dell’ospedale di Isernia: stiamo lavorando. Nei giorni scorsi abbiamo rappresentato al Ministero della salute la necessità di posticipare di un anno la data di valutazione ultima del punto nascite del Veneziale”. Lo dichiara il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, commissario ad acta per la sanità. “Al Ministero – prosegue –, abbiamo illustrato tutte le attività che abbiamo previsto per incrementare i parti fisiologici, così da rispettare anche i parametri indicati per i parti cesarei, oltre che per i volumi. Va da sé che per verificare e valutare effetti ed esiti, considerata anche la naturale durata di una gravidanza, occorre tempo, per questo abbiamo indicato come termine ultimo la data del 31 dicembre 2018, visto che il nostro Programma operativo è stato approvato lo scorso agosto”. “Già da un anno – fa presente il presidente Frattura –, con la nostra Direzione generale della salute, particolarmente vicina all’associazione delle mamme, abbiamo pianificato assieme ai ginecologici e alle ostetriche di Isernia, tutta una serie di attività tese al miglioramento delle condizioni in cui si opera all’interno dell’ospedale. Con i medici, gli operatori sanitari e le associazioni delle mamme di Isernia abbiamo predisposto corsi di preparazione al parto, di allattamento naturale, stiamo preparando il protocollo che riguarda il puerperio, ossia le modalità con cui le ostetriche assistono le donne a casa dopo il parto. In questo progetto ci sostengono risorse e professionalità anche esterne, riferimento nell’Organizzazione mondiale della sanità, come Patrizia Proietti”. “Interventi così strutturati e mirati, in un percorso di collaborazione e riqualificazione, creeranno le condizioni non solo per salvare il punto nascite ma per renderlo un luogo di riferimento per tutte le donne della provincia di Isernia”, conclude Frattura.

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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