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Protezione civile, che succede?

di Costanza Carriero
Siamo a fine legislatura regionale, ma le “anomalie” di cui è necessario parlare non riguardano solo lo slittamento delle elezioni, con aggiunta di spese da sostenere per due turni elettorali diversi, gli stipendi per i consiglieri regionali che rimangono in carica per altri due mesi così come i mega apparati che a questi ultimi rispondono, ma anche rispetto alle assunzioni/rinnovi di personale a tempo determinato. Operazione sulla quale, ad onore del vero, vi è anche qualche dubbio sulla piena legittimità.

Infatti con delibera della Giunta regionale n. 452 dello scorso novembre, vengono prorogati al 2019 i contratti di 14 unità di personale assegnato alla “sala operativa ed al centro funzionale” del Servizio di Protezione Civile, già sottoscrittori di contratti di lavoro subordinato ed a tempo determinato in scadenza tra il 30 novembre ed il 15 dicembre 2017.

Personale che non è mai passato al vaglio di alcuna selezione pubblica e che oggi si vuole stabilizzare in Regione, diversamente a coloro i quali parteciparono al concorsone della protezione Civile con tanto di vincitori (concorso che, è bene ricordarlo, è stato annullato e la cui vicenda ha ancora strascichi giudiziari in atto).

Perché quei 14 si e gli altri no?

In sintesi, non si capisce come e perché i vincitori di concorso rimangono a casa, mentre i precari mai selezionati hanno continuano a lavorare indenni per tutto il periodo della giunta Frattura e, adesso, addirittura si tenta anche la loro sistemazione nei ruoli regionali.

Inoltre, è opportuno domandarsi se sia legittima una siffatta operazione visto che la Regione Molise non ha approvato il Bilancio consolidato comprensivo, quindi, delle Società Partecipate?

La penalità per tale grave inadempienza è proprio l’assoluto divieto di assunzione. Divieto sancito per legge.

Peraltro nella citata delibera 452 si palesa una contraddizione in termini così testualmente riportata: “Ricordato ancora una volta che l’Amministrazione regionale, avendo applicato nel triennio 2013-2016 il combinato disposto…. Ha provveduto a rimodulare in diminuzione le proprie dotazioni organiche incorrendo, conseguentemente, nel divieto di assunzione di personale, e pertanto non ha provveduto alla predisposizione del c.d. piano occupazionale triennale”. Se vi è stata la riduzione e quindi il divieto di assunzione, perché oggi si provano a stabilizzare 14 unità in barba a tutto?

E se a questo si aggiunge che, con la medesima famigerata delibera, è stata assunta a tempo determinato con profilo amministrativo contabile (?) la persona (giornalista!) che fino a pochi mesi fa rivestiva l’incarico politico di portavoce del Presidente Frattura, non si capisce come sia stato possibile – e legittimamente – procedere a tale assunzione.

C’è da chiedersi anche come mai direttori di settore possano avallare certe situazioni: incompetenza? Senso di inferiorità verso il potente di turno? O semplicemente per quieto vivere, tanto prima che qualcuno se ne accorga il tempo passa e tutto va in cavalleria?

Insomma un pastrocchio di fine legislatura che ci si augura non passi inosservato agli organi di controllo preposti ed anche alla magistratura ordinaria e contabile.

 

Di Giuseppe Saluppo

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