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I protagonisti della scena politica e istituzionale degli anni passati avvertono ancora vivo il desiderio di difendere e di valorizzare il Molise

Giovedì pomeriggio (aula consiliare di Palazzo san Giorgio, ore 16,30) c’è intenzione di parlare di cose serie: del Molise e del suo immediato futuro di Regione italiana, le cui dimensioni orografiche e demografiche,  la cui posizione geografica la rendono vulnerabile agli attacchi di chi la vorrebbe aggregata vuoi alle Puglie, alla Campania, all’Abruzzo, o smembrata in più parti, quasi fosse un territorio senza storia, senza passato e, soprattutto, senza futuro se non aggregato a chi evidentemente può vantare storia, passato e futuro. A cimentarsi con la realtà contingente, condizionata dall’esito delle elezioni parlamentari del 4 marzo scorso con il successo dei Pentastellati e della Lega e, ancora più condizionata dalle elezioni regionali del 22 aprile in un clima di totale nebulosità politica, pochezza dialettica e assenza di confronto d’idee e di programmi, saranno in parecchi (personalità del mondo accademico, della politica e della società civile, sociale e imprenditoriale), come tiene a far sapere il presidente degli ex consiglieri regionali del Molise Gaspero Di Lisa che dell’iniziativa è il motore e dell’iniziativa è il promotore, avendo curato la raccolta, l’allestimento e la pubblicazione di una serie di incontri e seminari sulle maggiori questioni economiche, programmatiche, sociali e culturali del Molise tenuti presso la redazione del mensile “Il Bene Comune”. Questo di Di Lisa  e degli ex consiglieri regionali è un atto di coraggio, duro e puro; è una sfida alla deleteria tendenza  di ridurre la vita socio/economica e culturale del Molise ad una sorta di vicenda occasionale, con protagonisti occasionali, con obiettivi occasionali a dispetto, come accennavamo, di un passato che gli ex consiglieri regionali hanno redatto con  progetti, investimenti, e realizzazioni definendo la ventesima regione italiana punto di saldatura tra Centro/Nord e Sud, la sua identità e il suo profilo istituzionali che si vogliono recuperare proponendo l’incontro e il dibattito e il confronto di giovedì 15 marzo 2018 (ore 16,30) presso l’aula consiliare di Palazzo san Giorgio a Campobasso, sull’abbrivo della presentazione del libro “Il Molise nello scenario della riforma istituzionale in atto”. Il libro come motivo; il libro come strumento; il libro come elemento. Perché, come dice Di Lisa, “la nostra storia recente ci sovviene con esempi innegabili, per comprovare che il Molise ha valide ragioni per rifondare quella speranza nel futuro, che ha sostenuto la politica degli Anni Ottanta e non deve venirci meno nelle presenti circostanze, soprattutto per essere pronti al dibattito in corso sulle luci e le ombre presenti nell’attuazione del regionalismo, effetto del difficile percorso del decentramento dalla Costituente ad oggi”. Ecco, questo è il succo del discorso: dove e come collocare il Molise “nello scenario della riforma istituzionale in atto”. Il contributo d’idee (anche critiche e controverse) è stato ragguardevole per densità del pensiero, per schiettezza della parola, per valore della competenza. Il guaio è che mentre i protagonisti della scena politica e istituzionale degli anni passati avvertono ancora vivo il desiderio di difendere e di valorizzare il Molise poggiandolo su un trascorso fatto di cose concrete, di programmazione, di ideazioni, di lungimiranza, i protagonisti della scena politica attuale, cui compete per destinazione di difendere e di valorizzare il Molise, avvertono unicamente il desiderio di difendere se stessi, la loro posizione, il loro futuro, utilizzando allo scopo la politica e le istituzioni. Incapaci di recuperare se stessi in versione rappresentativa all’interno delle rispettive appartenenze politiche e partitiche, non in grado di accollarsi l’onere di “comprovare che il Molise ha valide ragioni per rifondare una speranza nel futuro” e per questo costretti a mendicare apporti dalla società civile (dalla magistratura in particolare)  e dal mondo della notorietà mediatica. La presentazione del libro e il dibattito che ne verrà accadono in coincidenza di questo stato comatoso della politica e delle istituzioni. Non è una coincidenza felice, ma si deve sperare che l’intromissione serva in una qualche misura a rimuovere lo stagno molisano, riossigenando l’acqua e soprattutto i cervelli.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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