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Progetti esotici e denaro pubblico

Rieccoli i progetti esotici, i partenariati transfrontalieri più strambi e incomprensibili che fanno strame di risorse europee per obiettivi complicati e inconcludenti, assolutamente impenetrabili e, quindi, valutabili, se e quando si concludono (finora dei tanti cui ha preso parte il Molise non si hanno tracce di ciò a cui sono serviti e di ciò che hanno prodotto) che, però, fanno tanto tendenza culturale nella parte radical chic delle commissioni europee e delle dirigenze regionali: basta pronunciarli i titoli di questi progetti per gonfiare il petto e lievitare a cospetto di qualsiasi platea. Ne diamo un esempio. Eccoli gli ultimi due cui prende parte il Molise dai titoli roboanti, quanto inconcludenti: Progetto Common Initiatives to pRomoteCinEmaacrossItaly – Albania – Montenegro, in acronimo CIRCE; e Progetto cONnectingCLOse and UnexploredDestinations with New INter-AdriatictransportsErvices, in acronimo ON CLOUD NINE, entrambi nell’ambito del Programma Interreg-IPA CBC Italia-Albania-Montenegro, un programma trilaterale di cooperazione transfrontaliera co-finanziato dall’Unione Europea attraverso lo Strumento di Assistenza Pre-Adesione (IPA)nel periodo di programmazione 2014-2020; Programma concepito nel quadro della strategia dell’Unione Europea per una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile (Europe 2020) che mira ad assistere i paesi partecipanti nel perseguimento dei loro obiettivi nazionali per il 2020, rafforzando la cooperazione transfrontaliera nel Mediterraneo, nell’ottica di preadesione di Albania e Montenegro all’Unione Europea; Programma allineato alla più ampia Strategia UE macro-regionale per la Regione Adriatico Ionica (Eusair) che intende aiutare le regioni adriatico – ioniche italiane, albanesi e montenegrine a raggiungere la crescita puntando sui quattro pilastri tematici Eusair:” Crescita Blu”, “Connettere la Regione”, “Qualità ambientale, “Turismo sostenibile”. Se sia possibile fare un’analisi oppure una descrizione meno sommaria degli obiettivi così condensati non è mai stato dimostrato. Difatti, questi progetti, come abbiamo accennato, siccome durano anni e nel corso del tempo perdono via via interesse e capacità di realizzazione, difficilmente hanno una loro esaltazione finale. Mancia competente a colui o colei della Regione Molise (politico o dirigente) che sia in grado di offrire un progetto (esotico) transfrontaliero nella sua completezza e, soprattutto, nella sua concreta incidenza (economica, sociale, culturale). Non faranno eccezione i due progetti appena sopra indicati. Anche più degli altri, indistinti nella loro finalità, e sicuramente ispirati all’auspicio di vedere l’Albania e il Montenegro nella Ue, anche grazie a queste forme di interazione e collaborazione. Prendiamo il progetto Circe Il progetto si pone l’obiettivo di rilanciare il sistema produttivo territoriale dell’area coinvolta, investendo in industrie culturali e creative come risorse strategiche per stimolare la crescita economica dei territori. Il focus principale è quello di migliorare le condizioni per la crescita delle industrie culturali e creative del settore audiovisivo che può favorire la valorizzazione del patrimonio culturale delle aree, attuando iniziative transfrontaliere in grado di stabilire una connessione importante tra le regioni partecipanti e attori chiave nella realizzazione di nuove produzioni creative. Principali output di progetto: piattaforma di produzione transfrontaliera congiunta che consentirà agli operatori audiovisivi di lavorare insieme per co-produrre una web series; rete creativa istituita tra i festival del cinema nell’area interessata, valorizzazione delle competenze digitali delle imprese audiovisive.
Il progetto ON CLOUD NINE a sua volta si pone come obiettivo quello di stabilire collegamenti aerei diretti nell’area del Programma che possano contribuire a generare nuove opportunità di sviluppo socio-economico ed abbattere le barriere esistenti per promuovere la circolazione delle persone, al fine di rafforzare la crescita economica e incoraggiare la cooperazione nel Bacino adriatico. L’obiettivo generale del progetto si concentra sullo sviluppo di una connettività transfrontaliera sostenibile attraverso un sistema integrato di modelli di trasporto in grado di aumentare la multimodalità e l’accessibilità agli aeroporti. Tra gli output di progetto: miglioramento di soluzioni di trasporto transfrontaliero, sostenibile e integrato; sviluppo di tre nuove rotte aeree; miglioramento dei servizi rivolti ai viaggiatori, nonché miglioramenti nelle connessioni a livello urbano e interregionale. Chiacchiere, prevalentemente chiacchiere. La parte solida, per pochi addetti ai lavori e specifici destinatari. In questo quadro, l’impegno economico della Regione Molise supera abbondantemente i 300mila euro. L’Europa è sui livelli di milioni.
Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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3 commenti

  1. Il timore che ad avvantaggiarsene sia principalmente l’ altra parte dell’Adriatico mi sembra reale senza che sia chiaro, invece cosa puo’ venirne di buono al Molise. Non sarà miça una “bandierina” o uno specchietto per le allodole?

  2. il molise e’ diventata, da molti anni, una regione che si conclama da sola senza far nulla di positivo.Tutte le regioni ormai sono diventate un assemblamento di spese inutili e dannose.sono da eliminare e costituire dei nuclei avanzati con regole valevoli ugualente per tutti e con scopi che portino all’Italia vantaggi sociali e culturali e tenendo conto che l’Italia e’ vecchia e,pertanto, investire sulle intelligenze giovanili sarebbe auspicabile. Quando si vedono in giro facce antidiluviane ti viene una domanda; ma questi cosa possono ancora pensare?
    la ristrutturazione industriale riparte dalla scuola di formazione di manager capaci ed autonomi, dal portare nelle scuole una ventata di modernita’, aderire a fondamentali idee per la nuova sanita’ pubblica. Insomma creare un pool di cervelli nostrani che conoscano il territorio, ecc. Ma e’ un sogno..invece assistiamo ancora a tutte le mano vre di bassa lega per le poltrone che apportano ingenti entrate e prebende senza alcuna utilita’ per il molise.

    • Angela Manicardi

      Sposo la tesi del signor Abbazia. In che senso si può e si vuole ancora difendere l’autonomia di questa regione?
      Abbiamo una nostra identità socio-culturale, è vero, e nessuno osi toccarla perché fa parte della nostra storia, ma è altrettanto vero che difendere a spada tratta la presenza di una miriade di uffici pubblici, di consulenti, di corti d’appello, di doppioni di reparti ospedalieri sta nuocendo gravemente alla salute di questa regione, ed in particolar modo a quella del capoluogo: quei pochi che vi sono rimasti hanno la puzza sotto il naso, spesso lavorano per grazia ricevuta, non hanno il benché minimo senso della solidarietà e della comunità: sono queste pustole che rendono Campobasso ed il Molise dei soggetti malati.

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