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Priorità altre, altro che Gay Pride

Egregio direttore,

Ogni tanto in Italia vige la tendenza di celebrare l’orgoglio per qualche cosa, e invece ci si dimentica di provare vergogna per ciò che non va.
Ecco allora che il piccolo Molise, regione con infrastrutture al lumicino ed in fase di spopolamento per mancanza di prospettive socio-economiche, decide di non scendere in piazza per tutto questo, bensì per gli omosessuali o i transessuali: mi riferisco al gay pride indetto il prossimo maggio a Campobasso.
La cosa stupisce perché le impellenze della regione sono tutt’altre. Volendo poi approfondire la questione, se si pensa che ora c’è una legge sulle unioni omosessuali e che di discriminazioni non se ne sente più parlare nei luoghi di lavoro, davvero non si comprende perché ci sia bisogno di una sfilata. Per rivendicare che cosa, in realtà?
Vorrei anche sottolineare che se c’è qualcuno che non vede queste come valide strategie di rivendicazione, può e deve avere il diritto di esprimere la sua, e non essere oggetto di invettive e critiche fini a se stesse. D’altronde, l’obiettivo di indire la manifestazione è stato raggiunto e chi era in disaccordo è stato messo in minoranza, giusto?
Allora, se è vero che siamo in democrazia, si dia quanto meno la possibilità a tutti di dire la propria: in questo caso, di sottolineare che le priorità del Molise (e del resto d’Italia) sono altre, e di non dimenticare che la confusione dei ruoli su cui la nostra società sta tanto insistendo altro non è che il segno di una progressiva erosione dei valori propinata da un certo relativismo culturale.
Tutti coloro i quali sono alla ricerca disperata di un lavoro o sono stati costretti a farsi la valigia per trovarne uno ringraziano.
Cordiali saluti

Mara

Di Giuseppe Saluppo

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14 commenti

  1. Sono più che d’accordo, e sposo la tesi secondo cui con il relativismo culturale si sta tentando di scardinare la realtà o, per meglio dire, la natura. In ogni caso, l’allarme in questa regione va suonato per lavoro, servizi al cittadino, trasporti. Sviare l’attenzione da questi problemi non ne porta alla cancellazione.

  2. Simonetta Mori Dall'Oglio

    Spiegatemi di che cosa si dovrebbe andare orgogliosi: di un vizio piuttosto che di una reale tendenza? Di gente che si concia come a Carnevale per dire che esiste? Del sovvertimento delle leggi naturali, che non abbiamo istituito né io né voi? Non sarebbe tanto meglio andare orgogliosi di un’azienda che apre, di un lavoratore che anziché fare le valigie, rimane, di una famiglia con figli, di una rete viaria dove non ci si impantana ogni tre per due, di una sanità che funzioni? Scusate, ma voi inverno vi vestite col cappotto o con la borsetta per ripararvi dal freddo?

  3. Carlo Alberto Vinciguerra

    Che cosa si rivendica, in sostanza? Il sovvertimento delle leggi di natura, che stabiliscono che il maschio è maschio perché ha dei requisiti e la donna è tale perché ne possiede altri. La natura, in ogni caso, si riprende sempre ciò che è suo, e la storia ce lo ha insegnato. I sindaci hanno la possibilita’ di non firmare l’autorizzazione a certe manifestazioni: evidentemente non è stato fatto perché si pensa di essere “moderni” e “aperti”. Modernità ed apertura sono tutt’altra cosa. Si pensi a ridare dignità ad una regione che sta sprofondando nel baratro piuttosto che a queste pagliacciate!

  4. Si è toccato il fondo…

  5. Carlotta Immobile

    Sovvertire la realtà non ha mai aiutato a renderla migliore. La verità è: questa gente ha solo una grande confusione in testa, non vuole rivendicare nulla di buono. La facilità con cui vengono date certe autorizzazioni e, di contro, l’immobilismo sui problemi atavici della città lasciano sgomenti.

    • Concordo. Una città che sta affogando nel nulla urbanistico pensa a gente che si diverte a ribaltare le leggi di natura, a persone che sommergono di offese verbali chi si oppone a tali eventi, a una violazione delle regole più banali del vivere civile. Sbaglio, o ci sono persone credenti e praticanti nell’attuale esecutivo? Allora dov’è la coerenza nel dare il nulla osta ad una manifestazione del genere?

  6. Come tutte le mode, anche questa finirà. Diceva il giudice Falcone: “la mafia è un fenomeno umano e, come tutti i fenomeni umani, ha un inizio ed avrà una fine”. Anche queste carnevalate finiranno, e sicuramente lo faranno ben prima del fenomeno mafioso.

  7. Mariateresa Marcantonio

    Scusate, ma il prossimo Carnevale non cade il 13/02/2018?

  8. Da condannare tutti coloro violentano il proprio corpo cambiandone le sembianze e facendo passare una tale violenza come un esercizio di libertà. In realtà, sono solo schiavi dei propri vizi e null’altro, e’ inutile che si tenti pateticamente di dipingere la realtà in altro modo. Non vedo molta differenza tra chi, durante la seconda guerra mondiale, faceva esperimenti sui corpi umani ancora in vita, e chi sperimenta la trasversalità o il cambiamento dei sessi per il puro gusto di divertirsi: c’è sadismo e perversione in entrambi i casi. Un’amministrazione che dà il nulla osta a brutture di questo genere evidentemente non ha riflettuto su questo.

  9. La Chiesa locale prenda apertamente posizione contro questo palese sovvertimento della natura umana, contro questo ribaltamento concettuale tale per cui “maschio” e “femmina” sono categorizzazioni superate. In realtà, non bisogna essere necessariamente credenti per rendersi conto che mettere il capo al posto dei piedi e viceversa non fa camminare nessun essere vivente. Dei tanti “tolleranti” nei confronti di questa gente, si e no il 5% conosce il significato di ciò per cui afferma di essere tollerante. Poi, se c’è da aiutare un poveraccio lasciato a casa dall’azienda e costretto a vivere in un’auto, chi se ne frega. Ma fatemi il sacrosanto piacere, ipocriti!!!

  10. Arianna Di Biase

    Consiglio vivamente a quelle che saranno maschere carnevalesche in sfilata, nonché ai cosiddetti buonisti del pensiero unico, di recarsi in una Caritas, rimboccarsi le maniche, preparare i pasti e regalare un sorriso a chi soffre. Basta una settimana di questa terapia per avere un’altra prospettiva.

  11. Giacomo Iacobucci

    Il degrado morale a cui sono giunti tanti della nostra società è esponenziale.

  12. Lindsay Menendez Iacobucci

    Se le parole hanno un senso, utilizzare il proprio corpo a semplice uso e consumo significa commettere un sacrilegio. Non vedo, quindi, la sensatezza e la bontà di un’iniziativa del genere. Una buonissima parte di coloro i quali fanno i tolleranti, inoltre, segue semplicemente la moda del momento, il distruttivo pensiero unico che vuol far passare come tolleranza l’accettazione di una palese violazione della natura umana che -mettetevi tutti l’animo in pace, compreso (o compresa? Mah…) Vladimir Luxuria- non è stata creata né da voi né da me. Questa stessa gente firma le petizioni a difesa degli animali e poi non saluta il vicino di casa, non si riconcilia con la famiglia con cui ha litigato, non aiuta il povero del suo quartiere, non fa un sorriso all’anziano solo del suo palazzo. Attenti al subdolo e fuorviante pensiero unico se non volete perdere la capacità raziocinante! Mi auguro che il sig Visco dell’arcigay, che ostenta le sue origini molisane solo quando gli fa comodo, non offuschi l’immagine del Molise in altro modo. E comunque si ricordi: la Natura la fa da padrona e noi, esseri limitati ed infinitesimali, non l’abbiamo mai avuta vinta quando abbiamo ingaggiato battaglie contro di essa. Le viene il mal di pancia a sentire questo? Pazienza, prenda un antispastico.

  13. DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI (presentata oggi, domenica 14 gennaio 2018 come seconda lettura).
    “Fratelli, il corpo non è per l’impurità, ma per il Signore, e IL SIGNORE E’ PER IL CORPO. Dio, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza.
    Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. State lontani dall’impurità! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà all’impurità, PECCA CONTRO IL PROPRIO CORPO.
    Non sapete che il vostro corpo è TEMPIO DELLO SPIRITO SANTO, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi. Infatti siete stati comprati a caro prezzo: glorificate dunque Dio nel vostro corpo!”
    DIO NON CI HA VOLUTO METTERE ALCUN PALETTO NEL DIRE QUESTO, MA SEMPLICEMENTE DIRE CHE DOBBIAMO VOLER BENE A NOI STESSI E AGLI ALTRI NON OLTRAGGIANDO IL CORPO VIOLENTANDOLO CON PURE AZIONI DI PIACERE, DI DEVIATI ORIENTAMENTI SESSUALI NATI SEMPLICEMENTE DAL VIZIO E NON DA ALTRO. Un padre non può mai voler male ad un proprio figlio. Il richiamo è la miglior forma di affetto!

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