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Primarie nel Pd? Al momento no. Se ne riparlerà nell’assemblea programmatica

Primarie nel Pd? Prima un’assemblea programmatica e, poi, l’eventuale decisione sulla indizione delle Primarie per la scelta del candidato alla presidenza della Giunta regionale. Questa, in sintesi, la decisione scaturita al termine dell’assemblea regionale del Partito democratico. E’ stato lo stesso presidente Frattura a dichiarare di essere pronto ad accettare le primarie ma – ha sostenuto – chiedo al presidente e al segretario del partito di convocare un’assemblea programmatica, senza orario di chiusura, per discutere del programma elettorale realizzato in questi anni tra i partiti, per fare un resoconto che possa far valutare al partito l’oggettività del dato. Accetterò ogni decisione, purché il giudizio sia oggettivo, scevro da populismo”. Sulla questione delle alleanze, poi, Frattura ha sottolineato come queste le dettano i rappresentanti dei partiti, gli organi di partito, non può farlo l’ex segretario del PD che oggi è uscito dal PD – manda a dire a Danilo Leva -. Ognuno di noi farà le valutazioni del caso, se giocare la partita o uscire fuori”. Per indire le primarie occorre avere le candidature in campo. Siamo a un anno dal voto. Qua si ragiona su quali sono le guide, partendo dalla valutazione se chi esce si può ricandidare. In mancanza di candidatura, non si può invocare l’articolo dello statuto che indice le primarie”. In merito alla questione primarie si sono discussi due  punti all’ordine del giorno, il primo chiedeva l’indizione delle primarie per il prossimo autunno, ma è stato bocciato con 33 voti contrari e 12 favorevoli, mentre l’altro prevede di avviare una discussione interna al partito e con la coalizione per le future elezioni regionali. Cosa succederà ora? Cosa riterrà di fare quella parte del partito che aveva chiesto con insistenza le Primarie? Punti interrogativi che saranno, probabilmente, sciolti nelle prossime ore. L’assemblea regionale ha, anche, proceduto a dare l’indirizzo per la nuova legge elettorale da sottoporre al Consiglio. Tre collegi circoscrizionali, via il listino maggioritario, via il voto disgiunto, equa rappresentanza di genere.  La proposta di legge stabilisce a monte la consistenza della rappresentanza dei tre collegi, 6 consiglieri da eleggere a Isernia e 7 ciascuno a Campobasso e Termoli. Un meccanismo di distribuzione dei seggi che assicura, a ogni collegio, esattamente il numero di rappresentanti prestabilito per ciascuno di essi. Questo meccanismo, è volto ad assicurare l’effettività della rappresentanza predeterminata.

 

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. A mio modestissimo avviso chi è uscito da un partito non può correre sotto quella bandiera nel chiedere alcunché , tranne che si faccia una coalizione con la parte politica cui quella persona appartiene e vengano decise primarie di coalizione su idee e programmi condivisi. Cioè non si può dettare legge in casa altrui.

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