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I precari del Molise all’ultima possibilità

Istituzioni sorde e cieche. Ma solo nei confronti di chi non conta niente, non ha poteri, non ha rappresentanza, non ha mallevadori, non ha santi in paradiso: i precari di ogni ordine e grado. Sono questi cittadini in balia della burocrazia e delle interpretazioni tecniche e amministrative ad essere nel Molise la pietra dello scandalo. Sono i 1744 lavoratori in mobilità in deroga che reclamano (voci clamanti nel deserto) le annualità 2015 e 2016, alle autorità che hanno titolo a intervenire per definire questo problema che ha assunto i contorni di una vicenda kafkiana. Sergio Fiorucci; Carolina D’Antino; Stefano De Simone; Lucio Pilone; Vittorio Bilotta; Tiziana Rossi; Sonia Sticca; Franco Lommano; Adriana Chiovitti; Michele Altavista; Mirella Fracassi; Antonella De Libero Carolina D’Antino sono i lavoratori costituitosi in Comitato Mobilità in Deroga Molise in nome e per conto di tutti gli altri che sono nelle loro stesse condizioni di precarietà. Si sono resi autori e sottoscrittori di una lettera relazione ai ministri Giuliano Poletti, Marco Minniti, Pier Carlo Padoan,  alle Commissioni Parlamentari Lavoro e Affari Sociali della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, al Prefetto di Campobasso Maria Guia, Federico al Prefetto di Isernia Fernando Guida, al Capo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro Paolo Pennesi,  al Presidente della Giunta Regionale Paolo Di Laura Frattura  e alla delegazione parlamentare del Molise per indurli a prendere coscienza di ciò che accade nel nostro Paese e fare in modo che almeno le leggi siano rispettate.    Di seguito il testo della nota da cui si evincono chiari e definiti i diritti disattesi e i doveri mancati, volendo credere e sperare che qualcuno dei destinatari

avverta la necessità di intervenire per fare una volta per tutte chiarezza. Dovrebbe reagire il presidente della giunta regionale ma è notoria ormai la sua idiosincrasia alle questioni del lavoro, e della tutela della dignità dei lavoratori che il lavoro non l’hanno più  o stanno per perderlo. “Come si evince anche dall’allegata nota di riepilogo predisposta dal Direttore del Servizio Politiche per il Lavoro della Regione Molise, Claudio Iocca, indirizzata al Prefetto di Campobasso, il 20 dicembre 2016 residuavano in favore del Molise 20.186.000,00 € che potevano essere impiegati per saldare le 7 mensilità di mobilità in deroga per il 2015 e le rimanenti 6 mensilità per il 2016, stante il presupposto che tutti noi, aventi diritto, avevamo presentato domanda ai sensi delle Istruzioni Operative della Regione Molise pubblicate sul BURM ed eravamo in possesso di ogni requisito di legge visto avendo percepito le prime 5 mensilità relative al 2015. Aver predisposto al 21 dicembre 2016 delle nuove Istruzioni Operative come Regione Molise pubblicandole il 23.12.2016 sul BURM n. 49 con la scelta anomala e stravagante di far valere tali disposizioni ex-post per il periodo 1 gennaio 2016 / 31 dicembre 2017, senza prima aver pagato le indennità di mobilità in deroga agli aventi diritto che erano in regola con tutti i requisiti di legge è stata una forzatura amministrativa, politica e giuridica che ci ha penalizzato ingiustamente. Ciò che colpisce è che la Delibera di Giunta Regionale n. 638 adottata il 30 dicembre 2016 impegna 12 milioni di euro a valere sulla mobilità in deroga per il 2016 e il 2017 secondo le nuove Istruzioni Operative del 23.12.2017 ed i rimanenti 8 milioni di euro sui progetti di politiche attive del lavoro, tirocini, incentivi all’esodo e percorsi formativi. Ad oggi l’INPS del Molise non ha erogato un euro dei 12 milioni stanziati con la Delibera di Giunta Regionale n. 638 del 30.12.2016 e non è stato speso un solo euro degli 8 milioni destinati alle politiche attive del lavoro per la banalissima ragione che dette risorse in realtà sono nelle disponibilità dell’INPS e non del Bilancio della Regione Molise in cui non vi è traccia e non può essercene sul piano contabile e di bilancio. Il risultato perfetto in termini negativi è che a distanza di un anno, dal 20 dicembre 2016, i fondi sono bloccati e 1744 famiglie sono prive di sostegno al reddito, di Politiche Attive del Lavoro e/o ogni altra misura tesa ad alleviare il forte disagio sociale derivante da una crisi pesantissima che si protrae da 10 anni.

Basterebbe rispettare la Legge n.185/2016 e attenersi alle regole per disporre e autorizzare come Regione Molise il pagamento delle indennità di mobilità in deroga per il 2015 e le rimanenti 6 mensilità per il 2016, riservandosi successivamente ogni verifica con il Ministero del Lavoro per prendere in carico lavoratori svantaggiati e in forte difficoltà come noi”.

Di Giuseppe Saluppo

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