Home / Politica / Portando via un mattone alla volta, demolita la sanità molisana

Portando via un mattone alla volta, demolita la sanità molisana

di Giuseppe Saluppo

 

Portando via un mattone alla volta si demolì la sanità molisana. L’inverso del processo che portò alla costruzione di Roma con il medesimo risultato: la realizzazione di un indimenticabile capolavoro. Prima, è toccato alla sanità pubblica conoscere la cancellazione di ospedali, il taglio dei posti letto e delle prestazioni oggi, a quella privata con i tagli ai budget del 2016 dopo che Cattolica, Neuromed ed altri centri hanno già speso. Un dramma. L’evidenza che non può essere taciuta è che in questa manovra non c’è uno straccio di programmazione funzionale che abbia lo scopo di riorganizzare un sistema, certamente ipertrofico, salvando, per quanto possibile, competenze, strutture, servizi essenziali. Una mannaia cieca si abbatterà sul sistema sanitario regionale. Punto e basta. E, per assestare la mannaia, ci sono voluti manager e altro? Sarebbe bastato il più scafesso ragioniere. Ora, però, i pazienti molisani a chi dovranno rivolgersi? Andare fuori e costare ancora di più al sistema regionale? Assurdo. La sanità pubblica è una trincea anche psicologica, oltre che maledettamente concreta. Fa parte di quel mondo che le generazioni passate ci hanno consegnato al costo di enormi sacrifici e che nel volgere di qualche lustro stiamo vedendo demolito da una risma di, pessimamente travestiti, riformatori. Di chi la colpa? Troppo facile sparare bordate di fosforo, tanto quanto ripararsi dal fuoco amico. Quello che risulta fin troppo facile è sottoscrivere una sudditanza indigena rispetto alle nostre stesse volontà ed esigenze. Preferendo i disagi dei viaggi della speranza alla difesa delle nostre realtà sanitarie. Siamo incapaci, in sostanza, di perorare le cause che ci identificano come molisani. Condannati a perdere, questa è la verità.

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

Fanelli: “Fermiamo il governo del cambiamento…in peggio!”

“Uno scippo ai Comuni italiani, un pericoloso ritorno al passato sui vaccini, due schiaffi dolorosi …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*