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Politiche del lavoro: entro il 31 marzo le domande di disoccupazione agricola, per gli altri settori l’assegno di ricollocamento

Gli operai che lavorano in agricoltura, iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli, che si sono trovati nell’anno 2016 in stato di disoccupazione, per usufruire dell’indennità di disoccupazione devono presentare la domanda entro il 31 marzo 2017, pena la decadenza dal diritto. Lo comunica il Patronato Epaca-Coldiretti di Campobasso, nel ricordare che l’indennità di disoccupazione agricola è una prestazione a sostegno del reddito, erogata dall’INPS in un’unica soluzione, le cui condizioni e requisiti si differenziano da quella degli altri settori per tener presente le peculiarità del lavoro agricolo, fortemente condizionato dalla stagionalità delle lavorazioni e dai condizionamenti climatici, che lo rendono spesso frammentario. Per dare adeguata e competente consulenza e assistenza sia alle aziende agricole assuntrici di operai che ai lavoratori agricoli dipendenti, la Coldiretti ed il Patronato Epaca hanno predisposto, presso i loro uffici, uno specifico servizio a disposizione del mondo agricolo. Intanto per i disoccupati non agricoli sta per partire l’assegno di ricollocazione. Infatti, secondo quanto comunicato dal Ministero del Lavoro, l’Inps invierà circa 25mila lettere ai disoccupati che saranno coinvolti nella sperimentazione dell’assegno di ricollocazione, lo strumento che dovrà segnare l’avvio di una nuova fase delle politiche attive per il lavoro. L’assegno di ricollocazione 2017, spiega il Patronato Epaca di Campobasso, non è una prestazione economica a titolo di sussidio di disoccupazione, ma è, in pratica, un buono per l’accesso ai servizi erogati nei confronti dei disoccupati, percettori di Naspi da oltre quattro mesi, da utilizzare per la ricerca attiva di lavoro, con l’obiettivo di facilitare il reinserimento lavorativo. I beneficiari del sussidio, che riceveranno la comunicazione dall’INPS, che li avrà selezionati nel rispetto della condizionalità tra politiche attive e passive del lavoro, dovranno attivare il servizio entro due mesi dalla data di rilascio, registrandosi al sito www.anpal.gov.it, la nuova Agenzia Nazionale Politiche Attive per il Lavoro, pena la decadenza della prestazione a sostegno del reddito per i disoccupati. L’assegno, che ha una durata di sei mesi prorogabile per altri sei, è uno strumento che può essere utilizzato presso un centro per l’impiego o presso altro soggetto accreditato, la scelta verrà fatta dall’interessato sul sito dell’ANPAL, dove i destinatari della comunicazione INPS si dovranno registrare. Secondo quanto previsto dalla nuova impostazione, il servizio per l’impiego scelto dal lavoratore, deve prevedere a: affiancamento di un tutor, programma di ricerca intensiva di occupazione, con eventuale percorso di riqualificazione professionale mirata a sbocchi professionali esistenti, l’impegno del lavoratore a svolgere le attività individuate dal tutor e ad accettare un’offerta di lavoro congrua, l’obbligo per il soggetto erogatore del servizio di comunicare, al centro per l’impiego e all’ANPAL, l’eventuale rifiuto ingiustificato a svolgere le attività indicate dal tutor o ad accettare un’offerta di lavoro congrua.

Di Virginia Romano

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