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Più si dismettono strutture e funzioni,  più il Molise s’impoverisce di uomini e servizi

Ciò che erano le guardie forestali sono carabinieri; ciò di cui disponevano sul territorio molisano (uomini e mezzi) via via lo vanno disperdendo. E il territorio molisano viene lasciato con sempre maggiore disponibilità all’uso dei deturpatori e degli inquinatori dell’ambiente. Ciò che era un patrimonio naturale di notevole ricchezza ed interesse anche scientifica, deliberatamente viene lasciato incustodito, di modo che coloro che dall’ambiente (inquinandolo e deturpandolo) ricavano vantaggi, hanno sempre maggiore campo libero. Gli effetti delle riforme dello Stato proposte e realizzate dal governo di centrosinistra guidato prima da Renzi ed ora da Gentiloni, si vanno rilevando deleteri, condizionati dalla necessità di contenere la spesa pubblica tagliando a destra e a manca. Via i forestali e dentro i  carabinieri. Il passaggio, come qualche giorno fa è stato rilevato dal consigliere regionale Michele Petraroia, si va concretizzando con l’eliminazione di una serie di stazioni forestali sparse sul territorio a presidio di esso, della natura e dell’ambiente. Complici (involontari?) di questa transizione che viene detta e fatta passare per una razionalizzazione del servizio, sono gli amministratori regionali. Involontari fino a un certo punto, ma complici quando, come ha fatto la giunta regionale nei giorni scorsi, acconsentono di chiudere le stazioni forestali disseminate sul territorio assecondando (acriticamente e pedissequamente) la richiesta in tal senso da parte della  Regione Carabinieri Forestale “Abruzzo e Molise”.  Ciò che arriva alla presidenza della giunta è una comunicazione con una motivazione stereotipata alla quale, come diciamo, la giunta, senza sollevare alcuna eccezione, senza chiedere una spiegazione, docilmente si adatta. Dalla Regione Carabinieri Forestale “Abruzzo e Molise” scrivono così: “ a seguito della ridistribuzione delle competenze tra le varie Amministrazioni dello Stato e alla consegna degli automezzi alla Regione Molise, sono venute meno le necessità per la locazione suindicata e chiede di attivare le procedure per la disdetta immediata del locale”. Cosa che la giunta esegue puntualmente come nel caso del locale adibito ad autorimessa della Stazione Carabinieri Forestale di Isernia – C.so Risorgimento 222, e come nel caso del locale adibito ad autorimessa della Stazione Carabinieri Forestale di Venafro – via San Giovanni Bosco (già via Pedemontana). Con queste due dismissioni siamo appena all’inizio di una serie che si prevede particolarmente nutrita. Più si dismettono strutture ricettive e funzionali, più il Molise s’impoverisce di uomini e servizi. La china è inarrestabile.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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