Home / Politica / Più passano i giorni e più Toma somiglia a Frattura

Più passano i giorni e più Toma somiglia a Frattura

Le critiche si addensano sulla nuova presidenza regionale che taluni considerano una protesi della presidenza Frattura. Donato Toma purtroppo non fa nulla per arginare le critiche e eventualmente ribaltarle a suo vantaggio dando segnali di fattività, tempestività democraticità, vale a dire ciò di cui ha difettato Frattura e che l’elettorato ha penalizzato estrapolandolo dall’agone politico molisano. Toma avrebbe tutto per essere diverso da Frattura ma non gli riesce; non gli viene di essere fattivo, tempestivo e democratico. Eppure potrebbe decidere all’impronta sulla ripresa industriale dell’area di crisi complessa (Boiano/Pozzilli); potrebbe rispondere all’impronta anche alle sollecitazioni che gli sono venute da parte delle organizzazioni sindacali e potrebbe anche essere più aperto al dialogo con i consiglieri di maggioranza: gli basterebbe riunire il gruppo e in esso trovare le sintonie necessarie per dare al Molise una nuova immagine governativa come del resto il risultato delle urne farebbe supporre. Credo che sia al corrente dell’insoddisfazione di Quintino Pallante, per dirne una, sintomatica di altre attese e pretese andate in fumo e mai alleggerite del sospetto di una parzialità politica in cui hanno giocato al rialzo solo le quotazioni di Forza Italia e del rassemblement che porta a Patriciello.  Ma le supposizioni svaniscono all’alba e più che al cambiamento sembra assistere al prolungamento (sic et simpliciter) della gestione passata. D’Altronde, nella nuova maggioranza ci sono non pochi cavalli di ritorno che prima di adattarsi al verbo politico e amministrativo di centrodestra devono eliminare non poche scorie del centrosinistra falso quanto si vuole, ma pur sempre antitetico al centrodestra. Ma l’aspetto più fratturiano di Toma lo si rileva (purtroppo) nella ostentata incuranza alle sollecitazioni che gli vengono fatte su questioni vitali, che interessano miglia di famiglie  molisane. Non è una buona scelta quella, ad esempio, di aver glissato finora sulla richiesta di Cgil, Cil e Uil di un incontro istituzionale per affrontare problemi e questioni che durano da anni, mai affrontate e mai risolte. E’ dal 15 maggio che le tre sigle sindacali aspettano di essere ricevute per poter discutere del destino dei lavoratori  dell’ex zuccherificio del Molise e dei lavoratori della Gam di Boiano. Da Palazzo Vitale finora gli è stato opposto il silenzio in perfetta aderenza allo stile che in simili circostanze ha adottato il già presidente Frattura. Il ricalco comportamentale è di stretta somiglianza al recente passato. Eppure, come ricordano Cgil, Cisl e Uil, “il 21 maggio, in occasione della prima riunione del consiglio regionale, i lavoratori dell’ex zuccherificio sono stati rassicurati che presto ci sarebbe stato un incontro per prendere in esame le loro problematicità”. Presenti quella mattina “anche tanti lavoratori della Gam che vivono nell’incertezza di capire quale sarà il loro futuro”. Sono questi i problemi che bruciano sulla pelle di miglia di famiglie molisane non certo il giro propagandistico post/elettorale e di accreditamento dentro e fuori il Molise. L’incontro cui tendono e aspettano i sindacati non è affatto generico. Tutt’altro. Avrebbe un binario obbligato su cui svilupparsi. Il binario del documento approvato il 25 maggio a Boiano. Un documento circostanziato e ragionevole sul quale però la nuova amministrazione regionale pare comportarsi peggio di quella che l’ha preceduta. I lavoratori della Gam hanno chiesto inutilmente a Frattura ciò che inutilmente stanno chiedendo a Toma. Ovvero: Promuovere immediatamente un incontro tra Regione Molise, Società Agricola Vicentina e Oo.Ss. per verificare lo stato dell’arte del contratto di sviluppo e per verificare se sussistono eventuali problematicità per la realizzazione del macello e trovare le idonee soluzioni.  Porre in essere tutti gli adempimenti tecnico /giuridici che consentano la proroga della cassa integrazione guadagni straordinaria decretata per le aree di crisi complessa a valere per 12 mesi. Nello specifico il prolungamento dell’affitto del ramo d’azienda con Solagrital e la copertura finanziaria del Tfr. Rendere esigibile l’accordo quadro siglato presso il Mise il 28 febbraio 2017, nonché il piano operativo definito nel Piano di recupero occupazionale firmato presso i ministeri competenti del Lavoro e dello Sviluppo economico, che fa riferimento a: bonus assunzioni, percorsi volontari di accompagnamento alla pensione o di esodo anticipato incentivato, riqualificazione professionale, outplacement e lavori di pubblica utilità. Lo strumento di area di crisi complessa siglato il 7 agosto 2015, non va sciupato ma valorizzato e rilanciato come uno strumento che se adeguato con risorse finanziare opportune può creare lo sviluppo del Molise e generare le condizioni che rendono il territorio interessante e attraente per nuovi investimenti. Da Frattura a Toma: il sillogismo è perfetto.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

ROMAGNUOLO (LEGA): UN MIO ORDINE DEL GIORNO A DIFESA DEI  LAVORATORI FORESTALI

“Sarà mia premura presentare al prossimo Consiglio regionale del Molise, un ordine del giorno per …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*