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Piscina, un eufemismo

Egregio direttore,
Lo sport nella nostra città ha un posto che definire secondario è utilizzare un eufemismo. In passato ho frequentato assiduamente la piscina comunale di Campobasso, prima a livello amatoriale, poi a livello professionistico, e ricordo perfettamente che all’epoca mi lamentavo dello stato deplorevole in cui versava la struttura. Ricordo anche le battaglie ingaggiate da noi esponenti delle varie società e da chi si era preso a cuore la questione per poter avere un sito più dignitoso. Tutto questo è partito negli anni ’80 e si è protratto sino alla fine degli anni ’90, quando io ho preso il largo per altri lidi.
Siamo nel 2017, e mi trovo ancora qui a parlarne, di fronte all’ennesimo nulla di fatto delle amministrazioni locali nei confronti di una che dovrebbe essere fra le priorità assolute per il capoluogo di regione.
Dopo tante rimostranze da parte dei cittadini, si è deciso di ristrutturare la piscina di Villa De Capoa (lavori fatti, tanto per non smentirsi, a metà: c’è una scalinata estremamente pericolosa perché fatiscente). Concorderà con me che è stato un contentino per zittire chi non taceva dinanzi al problema. Poi qualcun altro, armato di buona volontà, ha deciso di creare la propria struttura privata, con tanto di centro massaggi, area fitness, e chi più ne ha più ne metta. Anche in questo caso, spero, concorderà con me che, trattandosi di iniziativa privata, non c’è da fare alcun plauso a chi dirige la macchina amministrativa.
Trovo inaccettabile che un capoluogo di regione dia così poca importanza al tema, così come è inaccettabile che in tutto il Molise (persino a Termoli, città di mare!) non ci sia un impianto olimpionico da 50 metri che possa richiamare competizioni di ampio respiro.
Parliamo di una realtà, il Molise, che sta dando ragguardevoli risultati nelle gare interregionali e a volte anche nazionali, ma lo sta facendo supportata semplicemente dalla propria buona volontà e dallo spirito di sacrificio di allievi ed istruttori.
Si sta discutendo del concerto del Corpus Domini, della nuova sede regionale, del Selva Piana, ma non si fa mai accenno alla costruzione di un impianto natatorio degno di questo nome, con vasche di vario genere a seconda degli usi a cui sono destinate, con palestra, con eventuale parco e sala relax nel circondario.
Mortificare fino a questo punto la voglia di fare sport e togliersi dalla strada di tanti giovani è un delitto.
Cordiali saluti
Mara Iapoce

Di Giuseppe Saluppo

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9 commenti

  1. La priorità è salvare il Campobasso calcio, poi, se un impianto natatorio pubblico raggiunge i livelli del Terzo Mondo, impedendo a tanti, di tutte le età, di avere il piacere di andarci, chi se ne importa. Mi aspetterei contributi di tutti coloro che frequentano l’impianto, dato che è stato toccato un tema che ci riguarda un po’ tutti!!

    • Cara signora Chirulli, purtroppo, come vede, ci sono i contributi di noi quattro gatti, pardon, tre. Il problema è anche culturale, non solo amministrativo: finché il campobassano medio non percepirà come necessario lottare per il Bene Comune, si avranno questi risultati, che risultati non sono. Molto, molto deludente.

  2. Arianna Di Biase

    L’articolo è finemente articolato, ed esprimo tutto il mio apprezzamento nei confronti dell’autrice. Anch’io ho fatto parte, anni fa, di una società, anche se mi sono fermata alla pre-agonistica, ed anch’io ricordo che noi, piccoli allievi, ogni tanto eravamo in Comune o invitavamo il sindaco a venire per rendersi conto di persona dello scempio dell’impianto di villa De Capua. Ora questo impianto ha una sua parziale dignità, ma non basta, e lo sanno tutti.
    Campobasso, come è stato scritto, ha bisogno di un POLO natatorio, un centro che possa ospitare piscina da 25 mt, piscina olimpionica da 50 mt, piscina per bambini, vasca per immersioni e, se fosse possibile, ma senza fare voli pindarici, zona tuffi. Sai quanti giovani in più frequenterebbero l’impianto. Sai quanti giovani in meno vedresti sfaccendati sui gradini del Tribunale piuttosto che in Villa dei Cannoni piuttosto che nelle sale slot! Sai quanta gente si richiamerebbe da fuori regione -con evidenti ripercussioni sulle strutture ricettive- perché, finalmente, il capoluogo ospiterebbe competizioni di respiro interregionale!
    Eppure pensiamo al calcio, al concerto del Corpus Domini, alle prossime elezioni regionali. Ma lo vogliamo capire sì o no che con questa logica gattopardesca ci stiamo autodistruggendo??

  3. Come è stato sottolineato, ora la priorità è il Campobasso calcio: se ne parla in tutte le salse. A questo si riduce lo sport nel capoluogo di regione. Poi, se un impianto natatorio non è degno di questo nome, se un Palazzetto dello Sport è come quelli che ci sono in Congo, chi se ne importa. Questo lassismo indigna. Non poco.

  4. Dominic Cotti Cottini

    Il fatto stesso che la questione piscina comunale sia pluriennale deve far giungere alla conclusione che c’è un lassismo generale sul tema, da stigmatizzare senza se e senza ma. Da vergognarsi!

  5. Attilio Crescimbeni

    Sono basito dallo spazio che si sta dando al salvataggio della squadra del Campobasso e dal silenzio che aleggia sul tema affrontato in questa sede. Veramente non c’è limite alla stupidità.

  6. Maria Luisa Amato

    Ci sono troppe cose che non vanno nel capoluogo, ed una di queste è proprio la piscina comunale, sulla quale è caduto un preoccupante silenzio di tomba da un po’ di tempo a questa parte. Silenzio inspiegabile se pensiamo -come è stato detto- che la struttura è AMPIAMENTE INSUFFICIENTE alle esigenze del bacino d’utenza. Ci sono tante zone in cui si sono perpetrati scempi edilizi nel capoluogo: anziché continuare su questa strada, perché non se ne utilizzano alcune per adibirle a polo natatorio circondato da parco attrezzato, con tanto di videosorveglianza e custode? Penso a via IV Novembre, che risponde a tutti i requisiti per un tale scopo. Si abbellirebbe non poco la zona perché, oltre all’impianto, si farebbe sorgere un piccolo polmone verde, e si trasformerebbe l’area da quartiere dormitorio a quartiere con servizi.

  7. E’ vero che i nostri amministratori -di qualunque casacca- stanno bellamente sonnecchiando sul tema, ma è altrettanto vero che i cittadini, ed in primis i membri delle squadre di nuoto, non lottano più di tanto per ottenere quello che gli spetta di diritto. Senza la lotta non si vince la battaglia.

  8. Conosco più di una persona che milita, a vari livelli, nelle squadre di nuoto: non c’è un solo loro commento in questa sede. Preferiscono lottare in altro modo? Non leggono la Nuova Gazzetta? Mi sento di rispondere no ad entrambi le domande. Da questo, e non solo dal lassismo dei nostri politici, scaturisce questo penoso stato di cose.

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