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Pietrabbondante, nuove scoperte ma niente soldi


Duemila anni fa i Sanniti lasciarono qui le loro tracce. Ma tracce che, sembra, non interessino proprio i molisani o, meglio, la politica molisana. Se è vero come è vero che la campagna di scavi per riscoprire  la loro storia, tra religione guerra e mito, ha portato, di recente a scoprire il tempio ad oriente del IV secolo inserito nell’area archeologica già venuta alla luce. La continua scoperta dei tesori nascosti di Pietrabbondante può non solo ampliare le conoscenze scientifiche, ma anche supportare e rilanciare l’economia e il turismo del territorio. Solo che tutto questo si sta avendo grazie a contributi privati e che non sono sufficienti per garantire una vera campagna di scavo e rendere ancora più attraente e affascinante l’intera zona archeologica. L’esplorazione dell’area del Santuario Orientale dove un sacello, parzialmente scavato nel 2016, ha documentato una tenue continuità di culto almeno fino al quinto secolo dopo Cristo,  ha, ora, la necessità di potere conoscerne il carattere. Attraverso un’indagine sui settori più significativi e le strutture individuate ma ancora inesplorate e proseguire le attività di laboratorio e di studio sui materiali archeologici. Tutto questo per potere ricostruire le vite degli abitanti di queste terre e mantenerne viva la memoria per le generazioni future. Nel corso degli scavi sono emerse oltre 300 monete, ossa di animali sacrificati nell’ara e tanti altri piccoli oggetti. Ma i soldi raccolti tra i privati sono terminati. E terminerà anche la campagna di scavi. Sarebbe un vero peccato per la conoscenza dei Sanniti. Forse, un intervento pubblico, a questo punto, non guasterebbe per portare alla luce la storia dei nostri avi

Di admin

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2 commenti

  1. Altrove hanno coinvolto università straniere per le campagne di scavo che a seguito di loro finanziamenti possono mandare un certo numero di studenti che però lavorano insieme agli italiani che comunque coordinano e dirigono le campagne. Sono belle esperienze come quelle della Maremma e garantiscono i ritrovamenti per i musei locali che rimangono a disposizione di studiosi e studenti univeritari

  2. Gianpaolo Mazzuccato

    Sentite, ma se abbiamo un gioiello che si chiama ALTILIA, che continua a giacere nell’anonimato e fuori dalle più banali rotte turistiche, di che cosa stiamo parlando?
    Si è paralizzata la mente in Molise, ecco perché non accadono certe cose, naturali altrove!

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