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Piccole imprese come Cenerentole, ma senza il lieto finale

di Giuseppe Saluppo

Bankitalia ha certificato, per il Molise, un lieve aumento del Pil dovuto, soprattutto, alla Fiat. Ma non dice nulla, o poco, sulle micro, piccole e medie imprese, vale a dire il 98 per cento delle aziende del nostro Molise. Quelle, cioè, alle quali si impedisce, di fatto, l’accesso dei benefici di legge ai piccoli imprenditori. E, guarda caso, allo stesso accesso al credito. Così, la piccola impresa è la Cenerentola del nostro sistema produttivo. Come la famosa protagonista della fiaba è stata trattata come una serva inutile dalle sorelle per molto tempo, salvo scoprire, dopo una bolla speculativa dell’e-commerce, un declino di molta parte della grande industria e una crisi finanziaria globale, che in realtà è di gran lunga la ragazza più bella della famiglia. Tuttavia, anche quando si pensa a come ripartire, la si dimentica ancora: incentivi e finanziamenti sono pensati solo per le sorelle più protette, alcune grandi imprese, il sistema bancario. Ed è quello che certifica Bankitalia per la regione Molise. Possiamo, allora, parlare di lieve ripresa? Si dimentica che il nostro sistema produttivo è molto più articolato di quel che sembri e che c’è una piccola impresa altamente competitiva, che non è semplice indotto della grande. Ed è su questo sistema che bisognerebbe puntare per rilanciare l’asfittica economia regionale. Al contrario, non solo non si pensa agli aiuti per aiutare Cenerentola, ma non si chiede neppure agli imprenditori che la animano cosa vogliano, di cosa abbiano bisogno. Va tutto bene Madama La Marchesa. Mentre proprio la maggioranza delle piccole e medie imprese vuole collaborare maggiormente con fornitori, clienti competitor, associazioni di categoria perché o si risale insieme o si muore condannati dalla propria solitudine.

Di Giuseppe Saluppo

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