Home / Politica / Piano regionale di tutela delle acque, questo sconosciuto

Piano regionale di tutela delle acque, questo sconosciuto

E’ proprio il caso di dire: “Piano regionale di tutela delle acque (Pta)”, questo sconosciuto. Eppure è uno dei rarissimi Piani adottati dal governo regionale nei suoi quattro anni di amministrazione.  Quindi c’è, ma dove sia, chi lo interpreti e lo applichi, cosa abbia determinato nella gestione sostenibile della risorsa idrica molisana, nessuno è in grado di valutarlo. Intanto c’è. Per molta parte dell’amministrazione regionale è sufficiente, per ritenersi soddisfatta di quanto sta facendo. Infatti ne può parlare, dire che l’attenzione posta al territorio  è una costante, tant’è che nel Molise non ci sono pale eoliche, né cave e né discariche a cielo aperto, che l’aria è purissima, che le acque sono limpide, che gli sky-line sono liberi e suggestivi in tutta la loro intonsa bellezza.  Che adesso c’è anche un Ente che si occupa dell’organizzazione del servizio idrico integrato (captazione, adduzione e distribuzione di acqua a usi civili, fognatura e depurazione delle acque  reflue), con esclusione dei servizi di captazione e adduzione delle risorse idriche regionali attualmente gestite dall’Azienda Speciale regionale “Molise Acque”, in quanto di rilevanza strategica anche in relazione alla fornitura di milioni di metri cubi d’acqua  ad altre regioni. Cioè, un Ente quintessenza di democrazia, che obbliga i comuni a prendervi parte e che nella sua missione (recondita) alligna  la progressiva privatizzazione del servizio e, quindi, una lauta mancia al capitale privato che sull’acqua sta organizzando forse il più grande business del secolo, più del petrolio. Stando alle finalità e alla competenze del Piano di tutela delle acque, esso sarebbe uno strumento conoscitivo e programmatico che si pone come obiettivo l’utilizzo sostenibile della risorsa idrica. Quindi un Piano sovrastante la competenza e la finalità dello stesso Egam e, soprattutto, lo strumento destinato ad acquisire fino in fondo l’entità e la dimensione dell’intero patrimonio idrico regionale, per stabilire come ripartirlo, a chi assegnarlo e, soprattutto, con quali costi e con quali benefici. L’ingresso del Piano di tutela delle acque nella disponibilità operativa e programmatica della Regione, in penuria di altro,  non ha evitato espressioni di compiacimento da parte di coloro che sanno e vedono come la ricchezza idrica molisana venga malamente considerata, disastrosamente gestita e stupidamente regalata all’Abruzzo, alla Campania e alla Puglia. Indotti, costoro,  a ritenere che dopo tanta dabbenaggine, tanto spreco e tanta mala gestione, col Piano molte cose sarebbero cambiate. Cambiate le misure e gli interventi destinati a salvaguardare dall’inquinamento le acque non inquinate; cambiato il sistema di risanamento dei corpi idrici inquinati, “con particolare  attenzione per quelli destinati a particolari utilizzazioni”; cambiato il sistema per garantire il deflusso minimo vitale dei corsi d’acqua; cambiato il modo per ottenere  un uso sostenibile e durevole delle risorse idriche, “con priorità per quelle potabili”; cambiata la preservazione della capacità naturale di autodepurazione delle acque, “nonché la capacità di sostenere comunità animali e vegetali ampie e ben diversificate”. Ebbene, il Piano c’è, ma gli effetti che avrebbe dovuto determinare non sono riscontrabili né, pur avendo dignità di legge, ha esercitato la sua supremazia nella pianificazione (autarchica e di fatto)  del territorio, inducendo  i piani ed i programmi regionali e degli enti locali, in materia di sviluppo economico, di uso del suolo e della tutela ambientale, a coordinarsi e a conformarsi. Anarchia c’ere, ed anarchia c’è.  Pertanto, suonano vuote e falsamente accreditabili le dichiarazioni che all’indomani dell’approvazione del Piano sono state dettate ai taccuini della stampa e ai microfoni delle radio e delle televisioni locali:  “La valenza del Piano è maggiore se si pensa che tale approvazione arriva dopo quella del Piano regionale dei nitrati, del Piano regionale dei rifiuti e sulla ormai prossima approvazione della legge forestale regionale e della legge regionale sulla qualità dell’aria, allineando così la Regione Molise alle più efficienti regioni d’Europa”. Boom!

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

Passa la colata di cemento. Si sfilano 9 consiglieri di maggioranza. Battista che farà?

Ma esiste, ancora, una maggioranza che sostiene il sindaco di Campobasso, Antonio Battista? Sull’accordo di …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*