Home / Politica / Piano regionale integrato integrato per la qualità dell’aria: ennesima dimostrazione di demagogia politica e programmatica con chiari fini elettoralistici messa in atto dalla commissione regionale all’ambiente

Piano regionale integrato integrato per la qualità dell’aria: ennesima dimostrazione di demagogia politica e programmatica con chiari fini elettoralistici messa in atto dalla commissione regionale all’ambiente

 

L’attivismo istituzionale delle commissioni regionali, del consiglio e della giunta nella fase in cui tutto e tutti a Palazzo D’Aimmo e a Palazzo Vitale, i luoghi della politica più che dell’amministrazione e della legiferazione, hanno testa e cuore rivolti alle imminenti elezioni  politiche nazionali (4 marzo) e a quelle immediatamente successive delle elezioni regionali (22 aprile), ha una notevole quota di ridicolo. Un attivismo di facciata, che non ha alcuna possibilità oggettiva di generare e produrre alcun effetto pratico, data la scadenza della legislazione in corso  e i tempi che occorreranno per rimettere in piedi un nuovo governo regionale. Attivismo propagandistico, di una propaganda talmente scoperta e sfacciata da creare imbarazzo e sconcerto, sebbene imbarazzo e sconcerto facciano ormai parte della realtà molisana in cui da anni non si hanno progetti da approvare, opere da appaltare, strutture da realizzare, e occupazione da promuovere e soprattutto da creare. Gli ultimi cinque  anni del sedicente  centrosinistra mascherato in parte di becero populismo e in parte di altrettanto becero rigorismo finanziario finalizzato all’impoverimento collettivo e all’arricchimento selettivo, sono da dimenticare, da buttare dietro le spalle e scordarsene. Un invito ai lavoratori in mobilità in deroga; ai cassintegrati della Gam di Boiano; ai disoccupati delle Zuccherificio di Guglionesi e dell’’Ittierre di Pettoranello; ai giovani inutilmente in cerca di lavoro; ai cittadini alle prese con problemi di salute che non possono accedere alle cure per manifesta povertà e per altrettanta manifesta carenza di servizi ospedalieri dirottati alla sanità privata/convenzionata; ai molisani del ceto medio che stanno scendendo paurosamente la scala sociale con lo spettro dell’indigenza alle porte.  Un invito ai molisani che hanno saputo resistere allo tsunami Frattura e compagni e che tengono ancora una quota di energia intellettuale per promuovere un nuovo progetto di crescita e di sviluppo, una risalita della morale e dell’etica pubbliche che mettano fine allo scempio di una gestione socio/economica/culturale priva di idee, progetti e valori.  Un invito alla collettività molisana perché si scuota dal torpore mentale che le  impedisce di rendersi partecipe e responsabile del proprio destino, sottraendolo all’egemonia  di una classe politica priva di qualità e di meriti. Questa non breve premessa è stata provocata dall’ennesima dimostrazione di demagogia politica e programmatica con chiari fini elettoralistici messa in atto dalla commissione regionale all’ambiente. Ben sapendo che non c’è spazio temporale per arrivare all’approvazione del Piano regionale integrato per la qualità dell’aria, non s’è fatta scrupolo di chiamare a raccolta le rappresentanze istituzionali, amministrative, sociali e di tutela della salute e dell’ambiente che in precedenti passate audizioni hanno formalizzato osservazioni al Piano, illudendole che potessero contare qualcosa o modificare qualcosa. E quest’ultime illuse di poter contare qualcosa o di modificare qualcosa nel momento in cui il protocollo delle commissioni e del consiglio regionali non dà alcuna possibilità al Piano di essere vagliato e approvato entro la fine della legislatura in corso. Fumo negli occhi alle rappresentanze della prefettura d’Isernia  del Comune di Venafro, dell’Associazione Isde – Medici per l’Ambiente sia della Provincia di Campobasso che della Provincia di Isernia, della Fondazione Don Milani di Termoli, dell’Arpam Molise, dell’HeraAmbiente e del Servizio Ambientale della Regione Molise. Una postilla: potranno far pervenire eventuali proposte integrative anche le rappresentanze dell’Ente Parco dell’Olio di Venafro, di Libera contro le Mafie e dell’Associazione Mamme per la Salute di Venafro, che per concomitanti impegni non hanno preso parte alla sessione di lavoro della commissione. Senza alcun imbarazzo, i commissari all’ambiente e i convenuti alla riunione del 12 febbraio 2018 hanno avvertito la necessità che il Piano in fase di allestimento “recepisca e dia attuazione alla direttiva europea n. 2008/50/CE del 21 maggio 2008, al Decreto Legislativo n. 155 del 13 agosto 2010 e alla Legge Regionale n. 16/2011, al fine di salvaguardare con maggior efficacia la salute pubblica dei cittadini esposti alle emissioni inquinanti in atmosfera e tutelare l’ambiente, il territorio e l’ecosistema da fumi e/o sostanze nocive immesse nell’aria da imprese, autoveicoli, fabbricati e/o civili abitazioni”. La preoccupazione, dobbiamo credere derivi dalla latitanza, nello schema del Piano integrato, della direttiva europea e delle leggi dello Stato e della stessa Regione che hanno causato il progressivo preoccupante degrado ambientale e dell’aria. Il Piano in discussione dovrebbe pertanto provvedere a modificare lo stato di fatto. Ma quando? Probabilmente nei mesi o negli anni a venire, a meno che, in aggiunta ai tanti provvedimenti di facciata varati per fare scena, per aggiungere all’elenco delle presunte attività regionali nel quinquennio del centrosinistra un altro specchietto per le allodole, non se ne voglia aggiungere anche il Piano regionale integrato per la qualità dell’aria.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

Paradosso molisano: La Caserma col condominio

Disperatamente alla ricerca di una delibera di giunta regionale  che annunci il varo di un …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*