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Piace il cuore del Campobasso Con grinta la nostra squadra stende l’Alfonsine

Sarebbe più facile, economico e sbrigativo mandare una mail, anziché fare un film, scrivere un libro o comporre una canzone.
Magari seguendo l’esempio dell’ultimo Campobasso di stagione che, dopo essesi preso critiche e risate sarcastiche, ha usato l’unico linguaggio che fa presa nel mondo dei calci d’angolo: ha vinto, con tre reti di scarto.

Sull’Alfonsine, nome proprio di un popoloso comune del ravennate che vive sostanzialmente di opulenta agricoltura, si era fatta più di una burla. Certo, tifare per una squadra con un nome un po’ così non deve essere facile neppure per i tifosi più accordati. Come sanno essere quelli romagnoli che vivono nel segno dei Casadei.

Un-due-tre: eccolo il Campobasso che neppure ti aspetti. Segna il primo gol con un guaglione del posto, tal Giuseppe Martinelli, classe 1998, quindi appena diciottenne, raddoppia con l’elegante e sorridente Soundant e fa tris con minuscolo Fioretti che dopo un paio di domeniche di luna storta ha trovato il modo di riaccendere la miccia per lo sparo, giunto a tempo scaduto.

Otto punti in sei partite sono forse il bottino più legittimo che la nostra squadra potesse ottenere. Due vittorie, una in casa e l’altra fuori, due pareggi, entrambi sul prato di Selva Piana e due sconfitte, netta la prima, di misura e immeritata l’altra.

Ci sarà da lottare a denti stretti per tenersi lontani dal pericolo. A cominciare dalla prossima partita in cui il calendario assegna ai nostri ragazzi il breve viaggio a Vasto, per fronteggiare all’Aragona la  sorprendente matricola che guida, con l’ancora più sorprendente Agnonese, la classifica.

Meduri, Kimbala e Soundant sono stati certamente i più in vista contro l’Alfonsine, senza dimenticare il debuttante Martinelli che ha saputo fare il suo in difesa, da centrale, e schiodare il risultato, con un tocco sotto misura, in mischia da calcio d’angolo. Gli altri hanno svolto per intero il loro compito, mettendoci cuore e muscoli. Come si conviene a chi sa di non avere sangue nobile, piedi morbidi e giocate geniali nelle sue corde.

E’ riuscito a sorridere anche Aliberti che ha puntato ciecamente sui giovani, come conferma la scelta di Novelli, già responsabile del settore giovanile della sua Salernitana. Un Novelli che merita sicuramente elogi, soprattutto per come sa affrontare anche i momenti più delicati di questa stagione che, secondo gli auspici, dovrebbe essere di transizione.

Di Gennaro Ventresca

Di Virginia Romano

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