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Petraroia e il “pesce pilota”

E’ il “pesce pilota” (Naucrates ductor) della giunta regionale e del presidente, ma fanno finta di non accorgersene, anzi lo ignorano.
Delle faccende del lavoro, degli ammortizzatori sociali, della ricollocazione dei lavoratori conosce più di quanto possano conoscere il presidente e gli assessori di Palazzo Vitale. In quel mondo, e delle politiche sociali, è stato assessore per circa due anni. Poi ha deciso di andarsene da un esecutivo troppo appiattito sulla presidenza e troppo condizionato dal sistema dei poteri interni alla struttura dell’Ente, anch’esso (sistema) assoggettato alla presidenza, in quanto la presidenza ha provveduto a installare a capo dei dipartimenti (ora) e a capo delle Aree (prima), persone di sua fiducia: il braccio destro Mariolga Mogavero al Primo dipartimento; Mariarosaria Simonelli ad interm al Secondo e titolare al Terzo, e al Quarto Massimo Pillarella che per multiforme ingegno, senza eccesso di retorica, s’è guadagnato l’appellativo di Pico della Mirandola del Terzo millennio, per quanti incarichi ha svolto (fino a direttore generale) e quante soluzioni ha praticato. Dicevamo del “pesce pilota” della giunta e, perché no, del consiglio regionale, Michele Petraroia.
I comunicati che sforna dal suo ufficio non si contano, e tutti hanno una sottolineatura, un suggerimento, un invito, un sollecito a deliberare, a decidere, a scegliere e a intervenire sull’intero arco delle politiche del lavoro e delle politiche sociali: il suo terreno di caccia. Molti gli rinfacciano perché tanta solerzia non sia stata esercitata nel tempo in cui è stato assessore. Si dimentica che con Frattura gli assessori valgono poco. Petraroia non ha fatto eccezione.
Una volta fuori dall’esecutivo, nessuno può negare di essere stato la sentinella in servizio permanente effettivo a guardia dei diritti dei lavoratori che tra Boiano e Isernia/Venafro si contano a centinaia alle prese con licenziamenti, cassa integrazione in deroga, e ricollocazione, fornendo di volta in volta un “modus operandi” ai colleghi della Regione nei rapporti con le aziende in crisi (Gam, Ittierre e Zuccherificio), coi sindacati, con i dipartimenti regionali, e con le strutture ministeriali che seguono i provvedimenti del governo per le aree di crisi industriale complessa (e non complessa). Nessuno può negare che gli interventi sono serviti a scongiurare ritardi, dimenticanze, e difficoltà di manovra per stare nei tempi e nei modi dei protocolli ministeriali. La rincorsa affannosa della Regione al mantenimento della cassa integrazione per un altro anno ai lavoratori della Gam che rischiano di perderla, ne sono la prova. Ed è ancora lui, Petraroia, l’autore dell’ordine del giorno inviato al presidente del consiglio regionale Vincenzo Cotugno con cui, “Preso Atto del disposto del decreto legislativo 185/2016 e delle circolari collegate del ministero del Lavoro numeri 34 e 38 rispettivamente del 27 ottobre e del 4 novembre 2016, e tenuto conto della procedura attivata dalla Gam di Boiano per la proroga della Cigs in deroga per il periodo 4 novembre 2016 – 4 novembre 2017, il consiglio regionale del Molise impegna il presidente della giunta regionale e la giunta regionale ad approntare un piano finalizzato alla ricollocazione occupazionale e alle misure di politiche attive del lavoro riferite al personale della Gam di Boiano al fine di giungere al confronto ministeriale convocato per il 16 novembre 2016, a Roma, con una proposta operativa tesa ad assicurare la definizione della domanda di Cassa integrazione straordinaria in deroga per i prossimi 12 mesi dal 4 novembre 2016 al 4 novembre 2017”. Non è stato approvato, come da previsione, avendo preferito il consiglio regionale approvare l’ordine del giorno Cotugno/Frattura con cui ai lavoratori della Gam, “nel caso in cui non fosse concessa dal ministero del Lavoro l’ulteriore proroga della cassa integrazione”, verrebbe assicurato un intervento straordinario della Regione Molise, tramite la FinMolise. Un modo barbino di scansare le colpe dell’eventuale mancato utilizzo delle disposizioni ministeriali, e di darsi un attestato di pelosa generosità. Comunque, domani, a Roma, la delegazione molisana incontrerà i dirigenti del ministero del Lavoro e si renderà conto di cosa riserva il futuro. Ai lavoratori della Gam.
Il loro, di futuro, è largamente al riparo.

Dardo

Di Dardo

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