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Per la sede regionale è probabile tornino di attualità le Due Torri di Vazzieri

E’ toccato al presidente dell’Acem, l’associazione dei costruttori edili del Molise, Corrado Di Niro, e non a caso, l’emersione di un progetto (la sede regionale) ormai dato per defunto,  con la nobile  intenzione di evitare che si apra un nuovo capitolo nella mai sopita relazione tra la politica e gli affari in questa terrà in cui  l’occultamento delle illegalità , delle illegittimità, anche dei prodromi e dei sintomi  scandalistici, è una delle professioni maggiormente praticate. Specie quando di mezzo ci sono  personaggi che hanno potere, quale che sia. Capita che qualche assessore regionale o qualche presidente della Regione incappi in disavventure penalistiche, che se ne parli per un po’, per poi finire nell’oblio e spesso nella prescrizione. Chiusa parentesi. Il presidente dell’Acem, con molto garbo (diremmo cautela), ha fatto sapere che da qualche parte (non ha detto dove; probabilmente nei palazzi regionali)  s’è tornati a parlare della sede regionale, ma non per dare seguito “alla procedura del  concorso di idee già avviata tempo fa, affidando la progettazione preliminare ai vincitori della selezione come stabilito nel bando ed accelerando i tempi per cantierare quanto prima gli interventi previsti o i loro eventuali step e creare così nuove opportunità di lavoro per le imprese”, bensì per valutare altre possibili soluzioni. Vogliamo appena ricordare che il concorso d’idee vinto dallo studio tecnico dell’architetto molisano Guglielmi, rappresentava la volontà dell’Amministrazione Regionale di acquisire indicazioni qualificanti per la realizzazione di uffici della Regione Molise e servizi comuni, da un’idea derivata dalle vedute di professionisti interessati, nell’obiettivo di raccogliere e soddisfare le diverse istanze ed aspettative della collettività, concorrendo a migliorare la qualità urbana, l’occupazione e le opportunità di crescita e sviluppo durevole dell’economia locale, rilanciando l’immagine della città e la sua capacità di attrazione di investimenti pubblici e privati”, e che tale opera pubblica era da ritenersi “un intervento di eccellenza nonché volano di sviluppo per la riqualificazione architettonica, la rivitalizzazione economica e la valorizzazione culturale e sociale  della città di Campobasso, insieme segno architettonico riconoscibile e rappresentativo di un impegno programmatico concreto della Regione Molise verso il capoluogo”. Che dire di tanta lungimiranza politica e amministrativa. Una resipiscenza rispetto al grigiore mentale e intellettuale imperante, un atto di civiltà amministrativa che nessuno aveva prima immaginato con tanta lucidità e chiarezza. Quella resipiscenza rispetto al grigiore mentale e intellettuale imperante nel giro di pochi mesi, dopo l’esito del concorso, forse perché sospettato di favoritismo, è miseramente svanita. Della sede regionale non s’è più parlato. Fino a qualche giorno fa, in corrispondenza della nota emessa dalla presidenza dell’Acem in cui è stato fatto cenno ad altre possibili soluzioni. Il presidente Di Niro non ne fa menzione specifica, ma non vorremmo che tra le possibili soluzioni di cui da qualche parte si sta parlando vi fossero incluse le due mastodontiche costruzioni, dette le Due Torri, realizzate nell’area urbana di Vazzieri, cui le cronache non di oggi le hanno collegate all’attività professionale del già presidente della giunta regione del Molise Paolo di laura Frattura, promesse e destinate alla Regione Molise. L’ipotesi ha veleggiato per lungo tempo sulla cronaca giornalistica regionale e anche nell’agone politico, con varie sfumature. Poi la proposta del concorso e il significato di quella iniziativa, hanno allontanato l’eventualità. Che però potrebbe essere tornata  tra le possibili soluzioni alternative. Se ciò fosse vero, sarebbe un affronto all’opinione pubblica molisana, ma per l’architetto Frattura non più un conflitto d’interessi essendo stato estromesso dalla politica alle urne del 22 aprile 2018. Per come miseramente è finito il concorso, il silenzio che n’è seguito, ed oggi la rinascita di soluzioni alternative oggettivamente condannate ad essere  estranee all’idea di  “volano di sviluppo per la riqualificazione architettonica, la rivitalizzazione economica e della valorizzazione culturale e sociale della città di Campobasso”, impongono che i riflettori della cronaca tornino sulle Due Torri e sugli orientamenti della giunta regionale che, come andiamo scrivendo, si sta rivelando nei fatti il prolungamento politico e amministrativo della precedente.  Ricapitolando avremmo che il concorso si sarebbe risolto nel primo premio di 25mila euro al progettista Guglielmi, sodale professionale di Frattura,  e per Frattura in un  comodo e insospettabile specchietto per le allodole. Sicché, una volta liberato il campo, al presidente Toma (qualora le due Torri rientrino tra le possibili soluzioni di cui parla il presidente dell’Acem Di Niro) il compito di saldare il conto.  E le stelle continueranno a guardare.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Michelangelo Bertazzoni

    Ma perché, ha ancora senso che esista la regione Molise? Avanti, abbiamo dato prova in tutti i modi di non saper pedalare la bicicletta: scendiamoci e uniamoci a gente che ci sa fare come i marchigiani. Si risparmiano soldi, si valorizzano le competenze, si mettono al bando le raccomandazioni, si programma come si deve: che cos’altro volere di più?

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