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Patto per il Molise, tutto il potere nelle mani di Mariolga Mogavero

La Regione Molise ha deciso finalmente di uscire dalle incertezze, dai tentennamenti, dall’impiglio delle incombenze e delle spettanze. Come largamente previsto su queste colonne (abbiamo preconizzato il 2017 l’anno dei fuochi d’artificio), la capacità di decidere, di stabilire, di  scegliere, di nominare e di procedere  secondo tempi e modalità definite, è venuta fuori, guarda caso, ancora una volta  in stretta relazione con l’approssimarsi della campagna elettorale per le elezioni regionali in calendario nella primavera 2018. Il perno intorno al quale ruoteranno i progetti, gli investimenti finanziari e le opere nelle infrastrutture, nell’ambiente e sul territorio, nello sviluppo economico e produttivo, nel turismo e nella cultura e nella innovazione formativa, va individuato col Patto per lo Sviluppo della Regione Molise con una dotazione di 378 milioni di euro. Gli effetti pratici del Patto, sottoscritto il 26 luglio 2016 fra il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Presidente della Regione Molise, per avviare e sostenere un percorso unitario di intervento sul territorio finalizzato allo sviluppo economico, produttivo ed occupazionale, nonché alla sostenibilità ambientale e alla sicurezza, si avranno nel corso degli anni a venire. Gli effetti elettorali, invece, si avranno a cavallo  tra la fine del 2017 e gli inizi del 2018. La tempistica politica del governo Frattura è stata impeccabile. L’avvio di un processo augurabilmente fattivo per l’economia molisana connesso agli investimenti pubblici e alla programmazione territoriale, può essere fatto coincidere con la lunghissima e articolata deliberazione della giunta regionale adottata il 30 ottobre e rubricata al numero 406. In essa è il riassunto di tutti i passaggi tecnici e amministrativi nazionali che hanno portato alla formulazione del Patto e i passaggi tecnici e amministrativi regionali che dovranno porlo in essere. Un coacervo  di sigle (Por, Cipe, Act, Cfs, DPCoe, Dipe, OdC, RdA, AdG, RUr…), di soggetti ( Agenzia per la coesione territoriale, Organismo di Certificazione, Dipartimento per le politiche di coesione, Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica economica, Servizio di coordinamento del Fondo per lo sviluppo e la coesione, Autorità di gestione del Fondo di Sviluppo e Coesione …), di incarichi (Responsabile di Azione del Patto, Responsabile Unico regionale del Patto …), di controlli (Comitato d’indirizzo e controllo) e disposizioni. Il ritratto storico della burocrazia italiana, della sua invadenza, della sua dannosità.  Che dio la mandi buona!  Con la delibera appena indicata, la giunta di fatto ha predisposto il piano organizzativo con cui si propone di dare impulso agli interventi nelle aree tematiche che sono, lo ripetiamo, “Infrastrutture ambiente e territorio”,  “Sviluppo economico e produttivo”,” Turismo e cultura” e “Innovazione formativa”. In particolare, ha disposto di individuare e attribuire le funzioni di Responsabile di Azione  (RdA), figura centrale in tutte  le dinamiche operative delle singole azioni nelle varie aree d’intervento e, di riflesso,di individuare e attribuire le funzioni di Responsabile Unico regionale del Patto (RUr). La mobilitazione dei Dipartimenti e dei Servizi è stata curata nel dettaglio.  Volendola rappresentare plasticamente, la figura geometrica più aderente è quella della piramide. Al vertice  della quale non poteva che essere il vero centro di potere della Regione Molise, il motore politico/amministrativo e gestionale della presidenza e della giunta regionali: l’ingegnere Mariolga Mogavero. La conferma è nel passaggio della delibera di cui stiamo dicendo, là dove è scritto che il RdA “opera in stretta collaborazione con il direttore del Dipartimento della presidenza della giunta regionale (Mariolga Mogavero), rappresentante della Regione nel Comitato di indirizzo e controllo per la gestione del Patto, che agisce con le prerogative dell’Autorità di gestione del Fondo di sviluppo e coesione (AdG)  per il periodo di programmazione 2014-2020,  e in raccordo con il Responsabile Unico regionale del Patto (RUr). Ricondotto ad un “unicum” funzionale alla presidenza, il Patto per lo sviluppo del Molise pone giustificate preoccupazioni che possa scadere nel solito strumentalismo politico ed elettorale, perdendo la sostanza di concreta occasione per la ripresa economica del Molise e per lo sviluppo del territorio, con annessa possibilità di occupazione. Né pare sussista un bilanciamento di ordine sindacale e partenariale in grado di scongiurarlo.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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