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Il pasticciaccio della Giunta a 9. Qualcuno vorrà sfiduciare Battista?

CAMPOBASSO. E’ possibile che un comune capoluogo di regione diventi teatro di battaglie e veti contrapposti per un posto in Giunta? Tanto possibile che il dado è stato tratto. Due nuovi assessori dopo che il terzo si era già insediato qualche mese fa. Non è una questione di nomi. Ma di pagamenti elettorali che il sindaco Antonio Battista ha dovuto fare. A due anni e mezzo dalla sua elezione, forse, avrebbe dovuto tirare le somme dell’attività o inattività amministrativa e cambiare gli assessori che in pagella non hanno ottenuto la sufficienza. Sono sotto gli occhi di tutti. E cambiarli o, usando un termine calcistico, sostituirli. Era una vera risposta alla città e ai suoi problemi. Non assestare un altro schiaffo con il portare la Giunta a nove componenti. Ma se questo era il fio da pagare perchè, allora, tenere fuori il Centro democratico di Elio Madonna o Segnale Civico di Gianluca Maroncelli o, ancora, le ragioni di Michele Ambrosio o di altri del Pd? Già, perchè? L’amministrazione comunale, fino ad oggi, non ha macinato  farina. La città vive in un pantano e vi rischia di affogare con la zavorra di 9 assessori. Ed ha ragione il consigliere Lello Bucci quando parla di “insensibilità politica” dinanzi ai problemi urgenti, impellenti della città.

Sul fronte delle opposizioni, da registrare la presa di posizione del consigliere, Luca Praitano, del Movimento Cinque Stelle. “ Dirò, forse, una cosa controcorrente ma mi permetto di farlo dopo più di due anni di esperienza nel Comune di Campobasso. Lo schifo per questa scelta, cioè di nominare altri due membri in Giunta, non si deve ricercare nel costo per l’Ente che, a quanto sembra, rimarrà invariato perché si spalmerà sul numero maggiore di assessori. No, non è questo.

Anzi, si sarebbe potuto aggirare il problema dell’assenza di dirigenti in alcuni settori, inserendo gente comprovatamente capace di portare a compimento alcune delle tantissime situazioni stagnanti della nostra città. Penso, ad esempio, alla necessità di mettere ai Lavori Pubblici un tecnico che sappia di cosa parla.  E invece, ancora una volta, si è dimostrato che quello che conta di più sono i cosiddetti equilibri politici.  Ma di quali diamine di equilibri parlano?  Hanno formato un’accozzaglia deforme di liste composte prevalentemente e costantemente da un “capobastone”, certo uscente, e una miriade di comparse, molte delle quali illuse di poter contare qualcosa.  Nessun progetto o idea politica. Niente. E poi c’è bisogno di ricucire… Chiediamocelo, con una mano sulla coscienza: è vero che ce lo meritiamo? Sempre sul fronte delle opposizioni, da registrare la conferenza stampa indetta dal Polo Civico. “ Il Sindaco Battista, allargando la Giunta con la nomina di altri due assessori, batte ogni record di indecenza amministrativa, dimostrando che invece di concentrarsi sui numerosi problemi irrisolti della nostra città, tra cui la nota e triste vicenda dell’edilizia scolastica, ha soltanto inteso “puntellare” e rendere antisismica la propria poltrona. Più che restituirci la città (recitava il suo slogan elettorale) sta facendo di tutto per tenersela”. Anche se, proprio lo schieramento Civico, è stato tra quelli che nella generale confusione politica ha finito con il favorire la vittoria del centrosinistra senza creare un’alternativa politica chiara e univoca tanto che si è andato sfaldando perdendo i pezzi per strada.  Oggi, così, la città di Campobasso è in balìa dei venti più strani e privata di indirizzi politici veri capaci, cioè, di sviluppare programmi e strategie sul domani. Ci si accontenta di vivere alla giornata. Di vivacchiare in attesa che il pantano annaspi tutto e tutti in un mortifero respiro.

Di Giuseppe Saluppo

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