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Parco del Matese, Frattura dimentica Ruta e la storia

Oramai, è venuto meno anche il senso istituzionale. Vicenda Parco del Matese. Il comunicato ufficiale del presidente della Giunta regionale, Paolo Frattura, plaude all’approvazione in Senato dell’iniziativa ringraziando il “Governo che con il ministro Galletti ha scelto di scommettere sulla bellezza della nostra montagna.  Per la nascita del Parco del Matese, fondamentale in questo gioco di squadra l’apporto dato dal nostro segretario regionale del Pd, Micaela Fanelli, dal responsabile ambiente Antonio Tomassone e da tutta la segreteria regionale del Pd: da loro nasce l’idea”. Omettendo il nome del senatore, Roberto Ruta, che ha presentato l’emendamento approvato in Finanziaria che ha consentito il via libera, reale, del Parco. E, nella foga dei ringraziamenti politici, ha dato risalto alla segretaria e alla segreteria del Pd per l’idea del progetto che, al contrario, cominciò a materializzarsi nel 1986 con una bellissima, anticipatrice, moderna esperienza per il nostro Molise. Legambiente, L’Altritalia Ambiente, la CISL e la UIL regionale elaborarono una proposta, come prevede lo statuto della Regione Molise, con assemblee in tutti i comuni interessati con la raccolta di oltre 15mila firme. Dibattiti animati da Mauro Di Muzio, Segretario regionale di Legambiente e Augusto Bernardi, Segretario Cisl Molise, così come di Corradino Guacci e tanti altri cittadini che colsero il valore che il Parco poteva avere per preservare i beni naturali per un altro sviluppo. Un Molise, quello, che si animava e discuteva. Un Molise, oggi, che dimentica ed è silente. La storia, però, non può essere fatta dagli ultimi arrivati con omissioni di nomi e di fatti. Nella ridondanza delle dichiarazioni con cui si cerca di ammantare la propria inadeguatezza a governare.  Pura mistificazione.

Di Giuseppe Saluppo

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