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Contro i pali eolici sul Matese la protesta è non stop

di Dardo.  Santa Croce del Sannio e Sepino sono state tappe incisive per i protagonisti della Rete dei comitati per la salvaguardia dell’ambiente, per le associazioni degli agricoltori, per i comitati popolari, per gli amministratori locali e regionali che hanno alzato il vessillo della protesta contro l’invadenza degli impianti eolici nei luoghi paesaggisticamente e ambientalmente significativi del Matese da parte della Regione Campania, e col silenzio della Regione Molise. A rischio inquinamento sono in particolare la Vallata del Tammaro, l’area archeologica di Altilia/Saepinum, il tratturo Pescasseroli/Candela, e le produzioni silvo/pastorali dell’area matesina dei versanti campano e molisano. Le due tappe sono state giornate dense di contenuto amministrativo, giuridico e culturale, peraltro arricchite da contributi scientifici di importanti personalità che hanno fatto parte della Corte costituzionale. Insomma, non si va a tentoni, ma col conforto di consistenti motivazioni tecnico/giuridico aggregate alla motivazioni contingenti create dall’incombenza di altre centinaia di pale eoliche sui crinali del Matese. La costanza della pressione nei confronti della Regione Campania, imputata di aggirare le norme e le leggi in materia di autorizzazione agli impianti per la produzione di energia alternativa, rimane l’elemento distintivo di un’azione popolare di natura interprovinciale e interregionale mai registrata prima. Molisani e beneventani uniti contro i moloch regionali e in difesa del Matese, la montagna che accumuna ambiente naturale, storia e tradizioni posti irresponsabilmente in pericolo da un eccessivo permissivismo regionale, che sconfina nel favoritismo per come viene utilizzato sistematicamente a vantaggio dei  padroni del vento e a danno dell’identità territoriale. Il braccio di ferro è in atto ed è destinato a continuare. E’ stato sancito a lettere cubitali a Santa Croce del Sannio e a Sepino, dove, appunto è stato annunciato un programma che prevede ulteriori iniziative di lotta a Campobasso, a Napoli, a Benevento e a Roma “per indurre  gli organi dello Stato coinvolti e le Regioni Molise e Campania ad agire a salvaguardia del territorio, dell’agricoltura e del patrimonio storico-paesaggistico del Matese e della Valle del Tammaro. Se la Regione Campania s’è assunta la responsabilità di rimanere costantemente borderline, cioè a confine tra la legalità e l’illegalità,  pur di dare il via libera a centinaia di impianti eolici in aree di pregio naturale e paesaggistico, di contro – dicono Gianluigi Ciamarra, presidente di Italia Nostra Molise, ed Elisabetta Brunetti, per la Rete dei Comitati per la tutela ambientale – la Regione Molise ha il dovere di chiarire le iniziative che intende intraprendere nelle sedi istituzionali, amministrative e giudiziarie, nei confronti della Regione Campania, per non essere stata convocata alle Conferenze di Servizio in merito all’autorizzazioni concesse per l’installazione delle pale eoliche a confine con il proprio territorio. Ogni ulteriore silenzio e ogni ulteriore ritardo su questa problematica sarà considerato inaccettabile. E per questo fatto oggetto di pubblica condanna.

Dardo

 

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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