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Paese mio ti lascio e vado via…Eutanasia!

..Paese mio che stai sulla collina

Disteso come un vecchio addormentato

La noia l’abbandono

Il niente son la tua malattia

Paese mio ti lascio e vado via…

Gli amici miei son quasi tutti via,

E gli altri partiranno dopo me.

Peccato! Perché stavo bene

In loro compagnia

Paese mio ti lascio e vado via…

Così nel lontano 1971 cantava José Feliciano, ed oggi questo inno triste e malinconico è diventata la colonna sonora della maggior parte dei giovani, e meno giovani, molisani, che si vedono costretti a lasciare la propria terra in cerca di lavoro. 1.578 residenti in meno, con una riduzione dai 312.027 del primo gennaio 2016 ai 310.449 del 31 dicembre 2016; appena 2.088 nascite a fronte di 3.579 decessi, un tasso di natalità tra i più bassi della penisola italiana, appena il 6,7% rispetto al 7,8% della media nazionale; un tasso di crescita naturale del -4,8 per cento e totale del -5,1 per cento. Oltre il 30% di laureati nel corso degli ultimi anni ha lasciato il Molise vista l’impossibilità a costruirsi un futuro e a realizzare un progetto di vita. Questo certifica l’Istat, una situazione disastrosa per la nostra regione, ed in particolar modo per Campobasso, che vede sempre più decrescere il numero degli abitanti. Bisogna intervenire in fretta, poiché a fronte della disoccupazione schizzata al 13% e quella giovanile (15-24 anni) che supera il 44%, con disoccupati e inattivi che vorrebbero lavorare ma non hanno prospettiva che arrivano al 25%, ben presto in Regione, ed in specialmodo a Campobasso, non resterà nessuno. E’ vero, ci sono timidi segnali di ripresa, il nuovo Governo regionale sta lavorando alacremente per porre rimedio ai danni causati da chi ha governato in passato ma, purtroppo, restano forti criticità. Con la disoccupazione giovanile alle stelle, una tassazione soffocante e un territorio che invecchia, è per certi versi impietosa, la fotografia, del nostro Molise. I numeri descrivono un territorio che procede a tentoni, alla ricerca di un rilancio possibile ma sostanzialmente fermo. Purtroppo le preoccupazioni per il futuro, per il lavoro che non c’è; sostituito da quel senso di precarietà, dalla paura del domani, dal rischio di non farcela, sono il leitmotiv delle giornate di molti molisani. Bisogna ancor più spingere sull’acceleratore, invocare a gran voce aiuti straordinari, da parte del Governo nazionale, per cercare di ridare slancio ad un territorio che, secondo l’Unione Europea, sarebbe potuto essere la Svizzera del Sud. Interventi straordinari, strutturali, infrastrutturali, culturali etc, per cercare di trattenere i molisani in Molise e, perché no, divenire un polo d’attrazione.  L’unico binario percorribile per inseguire un futuro migliore e regalare alle nuove generazioni un mondo del lavoro diverso è la dignità e il rispetto della vita. Perché, disoccupazione e precarietà uccidono il futuro e l’economia.

Ma.Sa.

Di admin

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Un Commento

  1. Arianna di Biase

    Tristezza, rabbia e voglia di mandare gli autori di questo declino ai lavori forzati.

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