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CORPUS DOMINI 2017 – FESTA ROVINATA DALLA “SPOCCHIA” DI CHI HA INCASSATO E NON HA DETTO  GRAZIE CAMPOBASSO

 

Di Massimo Dalla Torre

Nulla da eccepire sulla festa più attesa dai Campobassani, anche se a nostro modesto giudizio la presenza in città è scemata in particolare durante il pomeriggio e soprattutto la sera, quando si è esibito il cantautore romano Alex Britti, che, nonostante le sue performance non ha eccelso: anzi ha stonato incurante dell’orecchio musicale dei presenti che lo hanno atteso pazientemente sotto il controllo delle forze dell’ordine. Una performance che non ha entusiasmato particolarmente i campobassani che invece hanno preferito passeggiare lungo le arterie cittadine, a dir la verità solo quelle del centro, e dedicarsi al tradizione shopping che, come ogni anno permette di poter acquistare le ultime novità anche a prezzi abbastanza modici, leggasi , scope, recipienti, vasellame e altri accessori per la casa che oramai ingombrano i rispostigli delle abitazioni. Presenze che, hanno onorato, come sempre del resto, la sagra che da oltre 250 anni permette di poter ammirare, anche se stipati a mo di sardine , lo sfilare degli ingegni nati dalla creatività di un figlio del popolo Paolo Saverio Di Zinno. I misteri che annualmente chiamano a raccolta non solo i curiosi ma i cultori delle tradizioni che si lasciano trasportare dal dondolio delle macchine portate a spalla sulle note del trionfo del Mosè di Gioacchino Rossini. Pronvicialismo? Riscoperta di quello che è stato? Oppure semplice curiosità? Tre interrogativi che ci pongono dinanzi ad un qualcosa che difficilmente potrà essere cancellato, perché manifestazioni di cultura simili si possono contare sulle dita di una sola mano. Eppure, nonostante il clima di festa caratterizzato come sempre dall’incontro anche di etnie diverse, il Corpus Domini 2017 è stato “macchiato” da alcune distonie che hanno sminuito il significato dell’avvenimento cittadino. Ci riferiamo al comportamento della cosiddetta “star” che non curante dell’ospitalità riservatagli, siamo un popolo di persone perbene, si è chiuso nel camper parcheggiato dietro l’imponente palco e non ha concesso non solo alla stampa le classiche interviste di rito, ma non si è degnato di ricevere il primo cittadino e l’assessore alla cultura nemmeno per un fugace saluto. Sul rifiuto di scambiare qualche battuta veloce ai microfoni delle emittenti televisive presenti (RAI – TLT – Telemolise e Cb-Live) stendiamo un velo di silenzio pietoso, anche perché vorremo ricordare a chi cura l’immagine dell’artista, il successo è decretato innanzitutto dal lavoro che i giornalisti fanno in questi casi, ma il non salutare il sindaco e chi l’ha scelto per chiudere il Corpus Domini è alquanto inaudito; ecco perché molti hanno sussurrato a voce non troppo bassa “scandaloso”. Come non bastasse a infiorettare la caduta di stile il non incontro con un giovane fan dell’autore di “settemila caffè” che forse hanno fatto male a Britti, voleva regalargli una chitarra quale testimonianza di sensibilità musicale che in questi casi onora chi lo voleva fare e soprattutto chi avrebbe ricevuto l’omaggio; ma si sa la non sensibilità specialmente di chi non è al TOP viene fuori con tutta l’arroganza e non trova assolutamente nessuna giustificazione. Un qualcosa che ha “sporcato” un gesto che altri artisti, sicuramente avrebbero gradito, ma soprattutto non avrebbero fatto aspettare ben oltre due ore chi segue le vicende musicali, con passione. Peccato perché la giornata è iniziata con il botto di oltre 120 mila presenze che hanno fatto si che Campobasso ancora una volta, nonostante i rigorosissimi controlli motivati dalla sicurezza, ha voluto sigillare nuovamente il patto con chi ha amato la città i cui cittadini non sono di serie B come crede chi, dopo aver “ipocritamente” attraverso un intervista su di un net-work locale, ha manifestato l’entusiasmo di essere stato scelto tra altri artisti, ha incassato un assegno con tantissimi zeri e non ha ringraziato chi lo ha accolto con garbo e non con irruenza. Evidentemente non ha capito cosa è il Corpus Domini, ma soprattutto i Campobassani.

Di Giuseppe Saluppo

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3 commenti

  1. Annamaria Palmieri

    Giustissima disamina. Quest’amministrazione si è quasi strappata i capelli per far venire un cafone dal nome di Alex Britti, dopo aver ricevuto il diniego di un altro cafone, Antonello Venditti.
    Sapete cosa vi dico? Ben gli sta! Sempre a guardare fuori regione, sempre a lasciarsi prendere dalla smania tutta provinciale di avere l’esterno in città. E Fred Bongusto e Tony Dallara, che in qualità di campobassani abbiamo sempre snobbato, dove li mettete? C’è solo da vergognarsi di tutta questa mancanza di riconoscenza nei confronti di artisti locali di indubbio rispetto.
    Sono stata sempre convinta che nulla accade per caso, e questo ne è l’esempio lampante.

  2. E’ stato usato un termine molto appropriato: spocchia. Termine che non solo si addice ad Alex Britti, che ha perso un bel po’ di ammiratori in quella circostanza, ma anche ai nostri amministratori che, convinti di avere sempre la ricetta in tasca, non hanno ascoltato nessuno nel pensare a certi nomi piuttosto che ad altri. Quest’anno doppia delusione: come è stato scritto dalla lettrice, prima Venditti poi Britti. Poi, se dobbiamo dirla tutta, magicamente si sono reperite decine di migliaia di euro per un evento che ha lasciato l’amaro in bocca a tutti, però non si trova mai il becco di un quattrino per creare un parco pubblico o rimettere a posto un marciapiede! Tutti questi controsensi indignano.

  3. Giannantonio Bombelli

    La rivincita di Fred Bongusto: mai chiamato dalla sua città natale, può ben rallegrarsi del fallimento dell’evento e del rifiuto di Antonello Venditti. Lo dovrebbero capire i nostri amministratori, sempre che la loro presunzione non gli obnubili la mente.

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