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Ora, valorizziamo le aree interne

di Giuseppe Saluppo

Guardiamoci in faccia. Le nostre aree interne stanno subendo un pericoloso spopolamento ma, anche, stanno portando alla ribalta le specificità territoriali. Così, come, la nascita del Bollino di certificazione dell’acqua del Matese indicativo per alcune nostre aziende produttive che all’ombra dei campanili hanno prodotto cose che piacciono al mondo; della nascita di un ambulatorio sanitario per tre comuni della fascia trignina. Sono piccoli ma incoraggianti segnali.  Per questo è fondamentale costruire, anche, un diverso meccanismo di finanza locale che associ al contributo che lo Stato e la Regione debbono comunque assicurare a queste istituzioni e comunità locali anche forme di detassazione, di incentivazione e di tassazione locale. Guardiamo in faccia l’altra parte della medaglia di questo nostro Molise e ci accorgeremo che i nostri piccoli comuni non sono destinati, fatalisticamente, ad essere tagliati fuori da quello che Richard Florida individua come il fattore chiave nella competizione globale, che è quello della “… competizione per le persone”. E quale migliore attrattività della nostra parte interna che ha fattori determinanti per vincere: sicurezza, controllo e coesione sociale, salubrità, qualità e fruibilità dell’ambiente, autenticità delle relazioni umane, cibo buono e genuino. Occorrono, è vero, azioni e progetti. A partire dal progetto per favorire ed incentivare la certificazione volontaria delle piccole produzioni tipiche locali, attraverso disciplinari e marchi commerciali in grado di garantire il consumatore. Così come il progetto per intercettare la nuova domanda turistica sempre più attenta alla qualità dell’offerta culturale, territoriale ed ambientale. Alla figura stereotipata del turista si sostituisce quella della persona che vuole investire il proprio tempo libero per conoscere luoghi e culture facendo esperienza allo stesso tempo aggreganti, autentiche e formative. Senza parlare di arte e cultura. Storie, cioè, dietro alle quali ci sono territori, comunità, famiglie ma anche persone. Ma non sembra di leggere il Molise?

Di Giuseppe Saluppo

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