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Una nuova forma di dialogo tra presente e passato, e di turismo

Probabilmente è una fortuna che la Regione Molise non si occupi di turismo e che non abbia, infatti, un assessorato al turismo. Questa “assenza” stimola gli operatori privati ad ingegnarsi a creare da soli una motivazione che li gratifichi anche sul piano economico e molto fanno, soprattutto sul fronte del turismo culturale, talune associazioni nate ed operanti allo stesso scopo, per rendere il territorio molisano un’attrazione stabile grazie alle sue dotazioni storiche, artistiche, archeologiche e ambientali. A questo fine, a raggiungere questo obiettivo sarebbe destinata la Regione ma, come diciamo, fortunatamente, soprattutto nell’ultimo quinquennio, s’è saggiamente astenuta, evitando di fare danni come l’è capitato di farli nel campo industriale, in quello del commercio, dei trasporti e anche dell’agricoltura lasciata a vivere e a sopravvivere con il carico della eccessiva parcellizzazione delle aree produttive e le difficoltà a collocare la produzione sul mercato molisano, nazionale e internazionale. Tornando al turismo culturale in particolare, e ai meriti che talune associazioni si sono conquistati in virtù dell’essere capaci di elaborare progetti e proposte di valorizzazione del patrimonio storico/documentale, la palma dell’originalità va data all’Associazione di volontariato onlus “San Giorgio Martire” che il 24 marzo, alle ore 16,30, a Petrella Tifernina, presso la chiesa romanica di San Giorgio Martire, dimostrerà come le nuove tecnologie possono aiutare la conoscenza e la diffusione dell’arte, della storia e della cultura dei nostri luoghi d’eccellenza. L’evento va sotto il titolo “San Giorgio e le sue pietre narrate attraverso le nuove tecnologie” e si colloca in un percorso di valorizzazione, a cominciare dalla chiesa di Petrella, delle chiese romaniche  di Santa Maria della Strada a Matrice e Santa Maria di Faifoli a Montagano. Il percorso di valorizzazione  è portato avanti da molti anni con l’obiettivo di “far conoscere, apprezzare e amare questi monumenti artistici, possenti testimonianze di un passato ancora da indagare a fondo, per cercare di cogliere tutte le dimensioni della storia del nostro territorio”. In questa sintesi è raccolta tutta l’energia intellettuale che l’Associazione di volontariato è stata capace di convogliare sul periodo storico connaturato all’arte romanica (intorno al quale è stata realizzata una significativa serie di giornate di studio con cui s’è cercato “di aprire una nuova fase di valorizzazione in cui, accanto alle testimonianze storiche, artistiche e culturali fornite dagli esperti, si sono aggiunti strumenti e tecnologie digitali che a loro volta aprono ad una dimensione originale e creativa di fruizione del patrimonio culturale”). Sabato 24 Marzo, la onlus “San Giorgio Martire” pertanto presenterà ufficialmente alla stampa e al pubblico il Virtual Tour delle tre chiese e la Restituzione  in 3D dei capitelli della Chiesa di San Giorgio, che  saranno fruibili su una apposita applicazione  accessibile attraverso il sito ufficiale dell’associazione: www.sangiorgiomartireonlus.com. Grazie a questo progetto e alle nuove tecnologie digitali che diventano, così, un efficace strumento di diffusione, gli antichi monumenti riusciranno a parlare, a tramandare i loro profondi messaggi di storia e di fede alla società contemporanea. Una nuova forma di racconto, di dialogo tra presente e passato, e di turismo.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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2 commenti

  1. Davide Albertini

    Io non amo le nuove tecnologie, le trovo molto alienanti, però in questo caso non si può negare che possano imprimere una svolta al modo di fare turismo nella nostra regione ed al livello di visibilità delle nostre bellezze. A tale proposito, vorrei rendervi partecipi di quanto da me trovato su change.org, che forse molti conoscono: una petizione che parla di Altilia e che è volta a farla uscire dal nulla in cui è piombata: “Sito archeologico romano di Altilia (Campobasso): basta con l’anonimato!”. Si può dare un valido contributo alle perle nostrane firmando.

  2. Augusto Domenighini

    In Molise abbiamo chiese bellissime, di notevole valenza storico-architettonica, detto senza alcun campanilismo, ma con obiettività. Eppure sono lì a vivere nell’anonimato, quasi a gridare alla cittadinanza di questa regione che qualcuno le presti attenzione. Parlavo con un milanese (vero milanese, con nessuna origine molisana) il giorno del Lunedì dell’Angelo: è rimasto estasiato dal Duomo di Larino e da quello di Termoli. Ma vi rendete conto che si potrebbe creare un itinerario storico-spirituale di tutto pregio che convincerebbe gli italiani a capire che questa regione esiste, eccome?? Una critica la muovo anche nei confronti delle scuole locali di ogni ordine e grado, sempre propense a fare gite “fuori porta” (leggasi fuori regione) per assecondare il capriccio di qualche insegnante che non è mai stato nel luogo che si va a visitare, e nel più totale spregio delle bellezze locali. Una vergogna! Se questa regione non la amiamo noi molisani in primis, come possiamo pretendere che la amino gli altri??

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