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“Di Nunzio, allora le note le leggi. Ma cosa hai fatto per il turismo?”

“Successivamente al mio comunicato stampa” – queste le parole di Pasquale Guarracino, Segretario Generale della UILTuCS Molise –  “l’ennesimo, in cui sollecitavo al Consigliere Domenico di Nunzio ad attivarsi per dare un impulso al settore turistico, nel senso più ampio del termine, pare che qualche piccolo risentimento sia stato manifestato dal politico.

E a giudicare dal tono piccato con cui si esprime sulla sua pagina Facebook, pare evidente che anche l’italiano, a volte, diventa un ostacolo.

Adesso, senza entrare nelle righe della sua articolata esposizione in cui mi si accusa di essere abituato all’ozio e all’inoperosità per troppi anni (detto a me, da un consigliere regionale!) provo a esplicitare il messaggio al Delegato al Turismo, ossia colui che su diretta investitura del Presidente della regione opera in autonomia, rispetto a un settore.

Caro Consigliere Di Nunzio, mi accusa di non porre al centro tematiche  ben definite e che mi limito a essere vago e superficiale, senza portare al centro argomenti. Bene, ci riprovo,: a distanza di anni, non è riuscito nemmeno a imbastire una bozza di proposta di legge di riordino del settore di cui lei, pare si occupi da anni, con una retribuzione certamente superiore a quella di un maestrino (categoria notoriamente sottopagata).

Siamo fermi alla Legge del 1978, speravamo che Lei, su impulso di Sindacati, Associazioni categoria, amministratori, imprenditori, visto che questo doveva fare, sarebbe riuscito a metter su una proposta di legge di una decina di articoli, adeguati ai giorni nostri e magari di aiuto a un comparto così importante per la nostra Regione.

Ebbene, eccezion fatta per qualche suo viaggio all’estero e qualche presenza a eventi turismo-gastronomico-culturali, a questo maestrino piacerebbe sapere quali risultati ha portato a casa.

Io non lo so, per questo lo affermo. Mi smentisca lei che si sente così attaccato ingiustamente. Me li elenchi, i suoi risultati e sicuramente mi ravvedrò e cambierò idea.

Non lo chiedo da sindacalista/maestrino saccente, perditempo.

Ma da cittadino che contribuisce al suo lauto stipendio.

E allora, caro Consigliere, lei che parla della mia immeritata poltrona, io le rispondo che la sua è sicuramente più comoda e confortevole, ma possiamo entrambi alzarci, ognuno dalla sua, e sederci attorno allo stesso tavolo e parlare di turismo, visto che in 4 anni non v’è traccia nemmeno di una riunione. Purtroppo la telepatia non è un dono di cui dispongo, quindi senza contatto diretto mi risulta complicato discutere con Lei e la sua struttura.

Anzi, Consigliere, ci convochi. Convochi chi da anni le chiede un confronto, lo faccia non per me, che tanto vivo di rendita.

Lo faccia per chi ha creduto in qualcosa che poi non è mai avvenuto, chi ha creduto in qualche iniziativa nuova, forte, impattante.

Lo faccia per i suoi 1042 elettori che le hanno dato fiducia e ai quali potrà dire, a marzo o giù di lì: io ho fatto questo per il Molise.”

Di Giuseppe Saluppo

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